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I documenti obbligatori in una piscina ad uso pubblico

Il Manuale di Autocontrollo in altri casi denominato anche documento di valutazione dei rischi (DVR) è obbligatorio nelle piscine pubbliche e in quelle private ad uso pubblico (piscine condominiali, piscine di agriturismi, hotel, B&B, ecc.).

Non è l’unico documento che deve essere redatto e costantemente aggiornato, a seconda dei casi per una piscina ad uso pubblico sarà anche necessario un verbale di assemblea (condomini), un regolamento di utilizzo della piscina (tutti), una comunicazione di apertura o di prosecuzione (tutti), e ancora registro giornaliero, registro impianto, cartellonistica e avvisi obbligatori da affiggere nell’area piscina.

Le figure responsabili in una piscina

Nelle piscine destinate ad un utilizzo pubblico, comprese le piscine di proprietà privata ma destinate al pubblico (come le condominiali e quelle degli alberghi, agriturismi, stabilimenti balneari e B&B), è necessario definire 3 figure professionali:

  •  Responsabile della piscina
  •  Responsabile degli impianti tecnici
  •  Assistente bagnanti.

Responsabile della piscina

Il responsabile della piscina è colui che deve rispondere di tutte le dinamiche che avvengono in una piscina ad uso pubblico o collettivo.

Orari di apertura, regolamenti da attuare, registri da compilare ed aggiornare, verifica che i compiti delegati siano svolti correttamente, insomma, è la figura a cui viene affidata tutta la gestione e le responsabilità di una piscina.
Compresa la scelta delle altre due figure, il responsabile tecnico e l’assistente bagnanti.

In una piscina condominiale di solito viene nominato l’amministratore, a meno che l’assemblea non decida diversamente. In una piscina di una struttura turistica può essere il proprietario o il direttore.
Al responsabile della piscina non vengono richieste competenze particolari, si da per scontato che qualora non fosse in grado di svolgere qualche funzione sia in grado di delegarla valutando le capacità del soggetto incaricato.
In ogni caso, rimane il responsabile assoluto di ogni cosa, e dovrà dimostrare di aver utilizzato tutte le possibilità di cui era a conoscenza per evitare incidenti o situazioni di rischio.
Il “non lo sapevo” o il “credevo che” non sono attenuanti che un giudice prenderà in considerazione, soprattutto se l’incidente che porta in causa fosse di grave entità.

Anche delegare un incarico senza accertarsi delle competenze di chi lo assume è dolo: se si affida la manutenzione ordinaria di una piscina ad un soggetto terzo, si dovrà poter dimostrare di aver valutato titoli o esperienze per assegnare l’incarico.
A puro titolo di esempio, non si può assegnare la responsabilità di assistente bagnanti ad un soggetto che non abbia il titolo previsto per svolgere le funzioni di salvataggio (brevetto).

Al responsabile della piscina è affidata anche la redazione e il costante aggiornamento del documento di valutazione dei rischi o Manuale di Autocontrollo, così come la compilazione del Registro giornaliero delle analisi e il controllo del Registro di impianto.

Responsabile degli impianti tecnici

E’ la figura che ha la responsabilità del corretto funzionamento degli impianti tecnici.
Dovrà svolgere una manutenzione ordinaria prevedendo tutti i controlli necessari a garantire il corretto funzionamento e l’efficienza di tutti i componenti tecnici della piscina.

Impianto di filtrazione, impianto di dosaggio dei prodotti, insomma, tutti gli aspetti tecnici con l’obbligo di comunicare al responsabile della piscina eventuali punti di rischio e/o interventi che sono da attuare per garantire sempre la sicurezza di bagnanti e operatori.

Ovviamente dovrà avere i requisiti e le capacità tecniche per svolgere questa funzione, come ad esempio una registrazione in camera di commercio o una certificazione secondo il DM 37/2008

Assistente bagnanti

Questa figura è fortemente consigliata in ogni piscina destinata ad un uso pubblico, ma non sempre è obbligatoria.
Infatti, la stragrande maggioranza delle regioni italiane ha adottato la definizione che l’assistente bagnanti (o bagnino) non è obbligatoria quando la superficie della vasca è inferiore ai 100 mq oppure quando non sono presenti in nessun punto altezze di acqua superiori a 140 centimetri.

Qualora non fosse obbligatoria la presenza di un assistente bagnanti, va comunque garantita la sorveglianza durante le ore di apertura della piscina.
Questa potrebbe anche avvenire tramite video sorveglianza, a condizione che l’operatore sia comunque in grado  di intervenire in tempi rapidi.

Manuale di autocontrollo

Il documento deve essere compilato dal Responsabile della piscina e aggiornato periodicamente al variare di ogni particolare importante. Deve essere tenuto a disposizione delle autorità competenti per eventuali controlli e deve essere consultato dagli addetti alla piscina.
I pratica nel documento vengono descritte le caratteristiche della piscina e soprattutto tutti i potenziali rischi che si possano verificare e le procedure per eliminarli o minimizzarli.

Molto spesso questo documento viene sottovalutato, in alcuni casi è totalmente assente, in molti altri è insufficiente o non ne è chiara la funzione.
La ASL1 Imperiese ha recentemente presentato agli operatori un lavoro molto completo, prendendo a riferimento le varie normative in vigore nella regione (a questo proposito ricordiamo che ogni regione italiana ha autonomia e specifica competenza in questa materia).

L’opera, disponibile pubblicamente e gratuitamente (potete scaricarlo dall'area Documenti), può essere impiegata come traccia adattandola e integrandola con le specifiche di ogni situazione, con lo scopo di rendere più chiaro ed esaustivo il significato di questo adempimento. 

Non si tratta infatti di rispondere semplicemente ad un obbligo, ma di riuscire a comprendere quali siano davvero i potenziali rischi in piscina, quali i limiti degli impianti, e quali possano essere le procedure più corrette per evitare incidenti o infezioni.
Sono molte le strutture che non hanno alcuna consapevolezza dei limiti e delle potenziali fonti di rischio, spesso più preoccupate di contenere i costi di gestione piuttosto che garantire sicurezza agli utilizzatori. Ci auguriamo che il prezioso contributo fornito dalla ASL1 Imperiese abbia seguito anche presso le altre ASL e magari imitato da tutte le regioni.

Conclusioni

La sottovalutazione del rischio è purtroppo all’ordine del giono nelle cronache, spesso con conseguenze irreparabili.

Perché avviene?
Perché siamo convinti che certe cose non capitano mai, perché abbiamo sempre fatto così e non è mai successo niente, perché i costi sono alti e occorre tagliare, perché nessuno lo fa e quindi perché io, ecc. ecc.

L’essere umano tende sempre a sminuire il rischio potenziale, anche quando sarebbe sufficiente una maggior attenzione, una maggior cura, un maggior rispetto delle persone.

Certo, per quanto si possa fare il rischio zero non esiste, ma possiamo sicuramente avvicinarci molto…

 

Responsabilità e sicurezza nelle piscine

Prendo lo spunto da una recente notizia sulle conseguenze e relative condanne per un incidente verificatosi in una piscina privata ad uso pubblico.

Il fatto

Brevemente: i fatti risalgono al 2015, e riguardano un incidente mortale con vittima un ragazzino di 16 anni che era in vacanza in Provenza (Francia) in un campeggio con annessa piscina.
La dinamica, purtroppo, è sempre la stessa. Il ragazzo è rimasto intrappolato da una aspirazione e non è riuscito a riemergere.
Come siano avvenuti i fatti nel dettaglio dalle informazioni reperite dalla stampa francese (qui alcuni articoli online) sembrerebbe che il giovane sia rimasto imprigionato da una presa di aspirazione che alimentava una cascata.
Secondo le normative in vigore in Francia (ma assimilabili a quelle in vigore in Italia) ci sarebbe dovuto essere un dispositivo di sicurezza presente a bordo vasca ed un secondo all’interno del locale tecnico.
Da quanto si deduce dalle testimonianze, il dispositivo era a presente a bordo vasca ma non era stato collegato elettricamente. Pur essendo presente un bagnino, non è riuscito ad intervenire in tempo per salvare il ragazzo.

Le conseguenze

In primo luogo la tragedia della morte, dramma per la famiglia e per tutte le persone coinvolte.

Il giudice ha condannato l’amministratore delegato della società proprietaria della struttura, e anche l’azienda francese che ha costruito l’impianto.
Nello specifico, il proprietario si è difeso affermando che non era nelle sue conoscenze stabilire se il collegamento era stato fatto o meno, mentre il costruttore ha affermato che era suo compito l’installazione del pulsante di sicurezza, ma non il collegamento elettrico, che competeva all’elettricista della proprietà.

Il giudice ha condannato entrambi i soggetti:

1) la proprietà perché aveva l’obbligo di assicurarsi che tutti i dispositivo di sicurezza fossero presenti e funzionanti prima di aprire al pubblico la piscina (condanna penale e sanzione amministrativa);
2) la società costruttrice perché doveva collaudare la struttura all’atto della consegna e accertarsi che tutti i dispositivi fossero collegati e funzionanti (sanzione amministrativa).

Quali sono le responsabilità e chi ne risponde

In questi ultimi anni si stanno sempre più diffondendo forme di condivisione della piscina  anche privata.

B&B, case private che vengono affittate nei periodo di vacanza usando famose piattaforme internet, ma anche il fatto di ospitare a casa propria degli amici o parenti.

In caso di incidente, chi deve rispondere delle conseguenze? Chi viene chiamato davanti ad un giudice? In quel modo ci si può difendere?

Senza dubbio alla base ci sono sempre le migliori intenzioni: la condivisione, la festa, la compagnia, e in altri casi  anche il vantaggio di ricavare un piccolo reddito dai propri investimenti.

Ma non si può tacere che da parte di chi concede l’uso della propria piscina (come per qualunque altro bene) sia evidente una responsabilità oggettiva sulla sicurezza della piscina stessa, anche nel caso in cui non vi sia alcun vantaggio economico evidente.

E questa responsabilità si estende spesso anche a chi ha realizzato l’impianto e a chi ne fa regolare manutenzione.

Come tutelarsi?

Ad oggi non esiste (a parte le strutture turistico ricettive, come agriturismi, B&B, hotel, campeggi, ecc.) una norma specifica con qualche obbligo ben definito, e proprio per questo è ancora più complicato e “fumoso” come mettersi in regola.

Ricordiamoci sempre che l’ignoranza (di norme, di regole, di procedure, di buon senso) non è mai una scusante, al contrario è una aggravante soprattutto per i professionisti che operano nel settore.

Quello che si può affermare con certezza è che la principale domanda alla quale un giudice chiederà risposta sarà: “che cosa è stato fatto per garantire la miglior sicurezza possibile?”

Quindi, a partire dalle condizioni dell’impianto, dalla sua gestione documentabile, (compresa la certificazione di conformità che vi deve rilasciare il costruttore secondo il DM 37/2008 se piscina interrata), dalle informazioni che sono state messe a disposizione degli utilizzatori, da presenza o meno di orari di utilizzo, regole ben chiare (magari fatte controfirmare per accettazione), recinzioni, sorveglianza e tanti altri aspetti, saranno considerazioni da fare e da attuare.

E’ evidente che nessuna soluzione potrà garantire al 100% la sicurezza, tuttavia dovremo poter dimostrare di aver messo in atto tutte quelle azioni possibili che riducano il rischio ai minimi termini.

Conclusioni

Se al momento di realizzare la vostra piscina potete già immaginare che un giorno potreste concederla in uso, pianificate da subito un investimento adeguato scegliendo una soluzione che preveda già un uso semi pubblico.
Avrà un costo leggermente superiore ma, oltre ad avere una piscina molto più performante, avrete una maggior sicurezza per scelte future.

Se invece avete già realizzato la piscina, adottate tutte le possibili precauzioni, intervenendo su quelle opere possibili (ad esempio una recinzione) e quelle procedure documentali necessarie a ridurre i rischi, come un piano di sicurezza e un regolamento di uso.

Non sottovalutate mai i rischi, dimostrate sempre la buona fede nell’attuare quanto possibile per tutelare la salute dei vostri ospiti, in particolare i più piccoli, quelli più soggetti a rischio.
Affidatevi a professionisti certificati che vi diano le indicazioni più adatte e affidatevi ad aziende del territorio che siano competenti e possano garantirvi l’assistenza adeguata.