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Filtro a cartuccia

Come funziona


Questo tipo di filtro, impiega una cartuccia cilindrica realizzata con materiali a base di cellulosa e poliammide ripiegata numerose volte in modo da creare un’ampia superficie filtrante.
In pratica sfrutta l’azione “setaccio” come unica possibilità di trattenimento. 
Ovviamente, maggiore è la capacità di trattenimento e maggiore sarà lo sporco che si accumula, e quindi si dovrà pulire più frequentemente.

L’efficacia è molto buona, raggiungono filtrazioni molto “spinte”, e superiori a quelle di un filtro tradizionale a sabbia, per questo motivo vengono impiegati efficacemente nelle SPA, nelle minipiscine e nelle piscine interne.

Non hanno, nella maggior parte dei casi, sistemi di contro lavaggio manuale o automatico, per cui la pulizia viene effettuata estraendo la cartuccia filtrante e lavandola con un getto d’acqua potente. E’ evidente che l’operazione non è semplicissima e occorre “mettere mano” nello sporco.

Tuttavia possono essere molto utili soprattutto quando non sia possibile lo scarico diretto delle acque di controlavaggio, come ad esempio le piscine dotate di acqua salata per l’elettrolisi (le normative in vigore vietano lo scarico di acque con salinità elevata). Un altro motivo per il loro utilizzo sono un minore ingombro rispetto ad un filtro con pari portata ma a sabbia, per cui si adattano meglio a locali tecnici di piccole dimensione.

Sono efficaci?

Senza dubbio si, a condizione che siano apparecchi professionali.
Per chiarire meglio, non hanno nulla a che fare con i filtri che equipaggiano le piscine fuoriterra di tipo economico.

La durata fisica della cartuccia filtrante è in media di 2-3 anni, anche lavandola accuratamente, si arriva al punto di saturare la sua porosità e diventa necessaria la sostituzione.
Se l’acqua della piscina è molto ricca di calcio e/o sali minerali, la durata può anche essere inferiore ad 1 anno.
Si può allungare questo periodo lasciando immersa per 24 ore la cartuccia in una soluzione disincrostante, successivamente si sciacqua abbondantemente la cartuccia con acqua pulita.

Un’altra avvertenza va fatta sui prodotti utilizzati per la manutenzione dell’acqua, occorre ricordare che se si dispone di questo tipo di filtri, non dovranno mai essere impiegati prodotti flocculanti ed alcuni alghicidi di ultima generazione, a base di sali poliquaternari.
La conseguenza sarà il rapido intasamento del filtro e, di solito, l’impossibilità a ripristinarlo.

Come già accennato, il circuito di funzionamento è molto semplice, l’acqua della piscina entra ne filtro e ne fuoriesce da una seconda apertura, non ci sono valvole deviatrici, ma solo una valvola di arresto all’ingresso e all’uscita delle tubazioni, per evitare ritorni di acqua all’interno dl locale tecnico durante le operazioni di manutenzione. La velocità di filtrazione è di solito abbastanza bassa, circa 2-3 mc/ora a mq di superficie filtrante. Questo perché il sistema di piegatura a soffietto della cartuccia filtrante consente una vasta superficie di passaggio, molto superiore, a parità di dimensione esterna, rispetto ad un filtro a sabbia. Per fare un esempio concreto, un filtro a sabbia con portata di 14 mc/ora ha una superficie filtrante di 0,29 mq; un filtro a cartuccia con portata di 12 mc/ora ha una superficie filtrante di 4,6 mq.

I dati appena forniti non devono trarre in inganno, perchè se ne potrebbe dedurre un enorme vantaggio del filtro a cartuccia rispetto a quello a sabbia, in realtà la minore superficie filtrante del filtro a sabbia è abbondantemente compensata dalla profondità del letto di sabbia, mentre per quello a cartuccia abbiamo esclusivamente una superficie piana, senza profondità.

In ogni caso, la vera ragione per cui nelle piscine professionali si preferisce l’uso del più tradizionale filtro a sabbia è la maggior facilità di manutenzione e la maggior tolleranza a intervalli di intervento distanziati nel tempo, oltre alla possibilità di utilizzare qualunque prodotto per la manutenzione dell’acqua.

Perché i filtri a cartuccia delle piscine economiche sono poco efficienti?

La ragione è abbastanza semplice, devono essere contenuti al massimo i costi, per cui la qualità dei materiali impiegati, la loro durata e l’efficienza sono ridotti al minimo.
Le dimensioni e le portate sono minime, tanto da costringere a pulizie giornaliere e spesso al cambio della cartuccia settimanale.

Vale un po’ il concetto espresso nel nostro articolo sui filtri a sabbia, nel quale spieghiamo le differenze tecniche.

Filtro a sabbia

Nella maggior parte delle piscine, sia private che pubbliche, il sistema di filtrazione più utilizzato è quello con filtro a sabbia.

Da secoli la filtrazione basata sul passaggio dell’acqua attraverso uno strato di sabbia è il metodo più efficace per la filtrazione.
Grandi vasche piene di sabbia garantiscono la filtrazione di acqua potabile in antichi acquedotti romani utilizzati ancora ai giorni nostri.
Nel tempo i sistemi si sono evoluti e soprattutto si sono comprese le leggi fisiche e chimiche che regolano una buona qualità di filtrazione.
In questo articolo vogliamo affrontare solo le nozioni generali dei filtri a a sabbia impiegati nelle piscine private e pubbliche, che ancora oggi rappresentano il sistema più diffuso in Europa.

Quali sono le caratteristiche del filtro a sabbia?

Il sistema è abbastanza semplice, l’acqua passa attraverso uno strato più o meno alto e più o meno composto con granulometrie diverse, si depura depositandole dalle particelle di sporco e viene rimandata in piscina. 

Ma da questa prima definizione si può cominciare a capire che sono quindi importanti alcune caratteristiche:

  • L’altezza del letto filtrante
  • La granulometria del substrato
  • La velocità del passaggio dell’acqua
  • La portata del filtro
  • La composizione del letto filtrante

I materiali con cui viene costruito un filtro sono tra i più vari, partendo dal poliestere per le serie più economiche, passando da materiali compositi fino ad arrivare ai sistemi bobinati in vetroresina. In alcune applicazioni particolari si usano anche filtri con scocca in acciaio e acciaio inox.

Funzionamento di un filtro a sabbia

Qualunque modello di filtro a sabbia è costituito internamente da un collettore di distribuzione in alto (A) e un collettore sul fondo (F+G), la posizione della valvola multivie (E) determina la direzione dei flussi dell’acqua e quindi la funzione che svolgerà il filtro.

  • FILTRAZIONE Durante questa fase l’acqua entra nel filtro attraverso il collettore D, si distribuisce sul substrato filtrante al di sotto e lo attraversa (più o meno lentamente) depositando le impurità. Al termine del passaggio entra attraverso il collettore F attraverso le candelette (G) e quindi torna in piscina.
  • CONTROLAVAGGIO Durante questa operazione il passaggio è inverso rispetto al precedente, serve esclusivamente a pulire il substrato filtrante. Quindi entrerà dal basso (F+G) , attraverserà lo strato di sabbia (o altro materiale che sia stato impiegato) smuovendolo per bene per rimuovere lo sporco depositato ed infine arriverà al collettore D che lo invierà alla valvola multivie (E) che provvederà ad inviare il tutto allo scarico.
    Le altre funzioni (posizioni) della valvola multivie le spiegheremo in uno specifico articolo.

Per ultimare la descrizione del filtro, spighiamo il significato degli altri componenti:

Ae B – Manometro di controllo della pressione di esercizio e valvola di sfiato del filtro.
C– Coperchio del filtro per l’ispezione delle condizioni della sabbia e manutenzione ordinaria.
D – Diffusore dell’acqua, con il compito di distribuire uniformemente l’acqua di ingresso sulla superficie del filtro.
E – Valvola multivie
F– Collettore di fondo
G – Candelette di barriera per la sabbia.
H – Tappo di fondo per lo scarico dell’acqua contenuta filtro (operazione che si esegue a fine stagione).
I – Supporto filtro
J – Corpo filtro
K – Valvola sfiato aria interna

Velocità, portata e altezza del letto filtrante  di un filtro a sabbia


Qui arriviamo ad un argomento abbastanza complicato, sono però queste le due caratteristiche fondamentali che determinano il filtro stesso, soprattutto sono i due valori che dobbiamo conoscere per scegliere il filtro più adatto per la piscina.

Riprendiamo le definizioni, considerando per prima la velocità.
La velocità massima di passaggio dell’acqua all’interno di un filtro, è stata stabilita universalmente in 50 metri cubi/ora/metro quadro.
Perché?
Perché a seguito di prove effettuate (dagli enti preposti alla determinazione delle caratteristiche tecniche di un prodotto, in Italia l’ente UNI) è stato valutato che fino a questa velocità la qualità di filtrazione è buona, invece superandola comincia a peggiorare.
Questa è la velocità massima ammessa per i filtri ad uso in piscine domestiche ad uso privato, perchè se invece si parla di piscine ad uso pubblico le velocità scendono in modo importante, 40, 30, o anche 20 mc/h/mq.

E’ quindi evidente che in un filtro, cambiando la velocità di passaggio dell’acqua, cambierà la portata finale.

Ad esempio, prendiamo un filtro a sabbia con un diametro di 1050 mm, se lavoriamo ad una velocità di 50 mc/h/mq, avremo una portata massima di 43 mc/ora; con lo stesso filtro se scendiamo ad una velocità di 30 mc/h/mq, avremo una portata massima di 25 mc/ora.

L’ultimo aspetto che prendiamo in considerazione è l’altezza del letto filtrante.
La pulizia dell’acqua avviene passando attraverso uno strato di materiale, è quindi abbastanza evidente che più sarà alto (o spesso) questo materiale e più tempo avrà lo sporco per riuscire a depositarsi.
Per semplificare, se facciamo passare acqua sporca attraverso uno strato di sabbia alto 50 cm, avrò sicuramente una qualità di pulizia inferiore rispetto a far passare la stessa acqua attraverso uno strato alto 100 cm.
Ad esempio la normativa riferita alle piscine ad uso pubblico (condominiali, turistico ricettive, pubbliche) non ammette altezze del letto filtrante inferiori ad 1 metro lineare.

Concludendo: la qualità di filtrazione di un filtro, a parità di dimensione (diametro) è determinata dall’altezza del letto filtrante e dalla velocità di passaggio.

E’ quindi abbastanza evidente quanto sia importante la scelta di una pompa di potenza corretta da abbinare al filtro, se vogliamo avere una qualità di filtrazione adeguata e performante. 
Superare la velocità di 50 mc/h/mq significa peggiorare notevolmente la qualità di filtrazione, così come avere uno strato filtrante di altezza modesta, non mi garantirà una corretta pulizia. 

E i filtri a sabbia per le piscine fuoriterra?

La maggior parte dei filtri dedicati alle piscine fuoriterra, sono anche chiamati monoblocchi filtranti, si tratta cioè di gruppi composti dal contenitore della sabbia abbinato ad una pompa di potenza e portata proporzionati al filtro.

Perché c’è una differenza di prezzo così importante fra diversi modelli di gruppi filtranti monoblocco?
Per le ragioni descritte prima: velocità di filtrazione e altezza del letto filtrante.
Certamente anche la qualità dei materiali è molto diversa, ma la vera discriminante sta proprio nelle due caratteristiche descritte prima.

Facciamo un esempio pratico.

Una nota marca cinese di monoblocchi filtranti dichiara che un il suo gruppo da 8 mc/ora di portata, ha bisogno di un quantitativo di sabbia per il filtro pari a Kg 35.
Un monoblocco europeo di altra nota marca, per un gruppo di filtrazione da 8 mc/ora dichiara che nel suo filtro occorrono Kg 100  di sabbia.
E’ abbastanza ovvio che il volume occupato da 35 kg di sabbia è decisamente inferiore a quello occupato da 100 kg!
E’ altrettanto evidente che la superficie filtrante e l’altezza del substrato saranno decisamente inferiori nel primo caso rispetto al secondo.

Quale filtrerà correttamente secondo voi?


Manutenzione di un filtro a sabbia

La manutenzione più frequente da fare è il controlavaggio, cioè l’inversione del flusso dell’acqua che provoca il “ribollire” della sabbia e quindi permette allo sporco accumulato di scorrere via con l’acqua dallo scarico.
Di questo spieghiamo meglio in questo articolo.

Ogni anno, quando ci si appresta ad affrontare l’inverno oppure quando si decide di mettere a riposo la piscina, è fondamentale effettuare una verifica delle condizioni del letto filtrante.
Si dovrà aprire il coperchio superiore e quindi aprire lo scarico di fondo del filtro per lo svuotamento completo dell’acqua. L’operazione serve a controllare che il substrato (sabbia, granuli di vetro o altro) abbia una consistenza corretta, non siano presenti agglomerati causati dal calcio, oppure detriti di grosse dimensioni.

Eseguire con regolarità questa manutenzione preserva da brutte sorprese nel tempo, soprattutto evita che l’eventuale calcificazione della sabbia (molto comune con le acque mediterranee), peggiori drasticamente la qualità della filtrazione.

Un’altra operazione molto consigliata è la sanificazione.
Il filtro è un ambiente chiuso caldo e umido, la condizione ideale per la formazione e lo sviluppo di colonie batteriche, di virus e altri microrganismi. Inoltre vi sono parti del filtro che vengono poco “toccate” dal passaggio dell’acqua (per esempio al di sotto delle candelette sul fondo). Esistono batteri che sono molto resistenti anche al cloro, come ad esempio lo Pseudomonas Aeruginosa, principale causa delle otiti e delle congiuntiviti.
Per queste ragioni è buona norma procedere annualmente ad una disinfezione profonda, magari preceduta da una decalcificazione.
In questo articolo spieghiamo i dettagli.

Dimensionamento del filtro a sabbia

Come scegliere la dimensione del filtro a sabbia adatto alla nostra piscina?

Si parte anzitutto dalla volume della piscina e poi si calcola il tempo di ricircolo. Il volume è dato dalla dimensione delle vasca principale e al quale andrà sommato (quando presente) anche il volume della vasca di compenso.
Il tempo di ricircolo è quell’intervallo nel quale vogliamo far ricircolare completamente l’intero volume della vasca. Per esempio, se ho un volume di acqua complessivo di 50 mc e voglio farlo ricircolare in 3 ore, avrò bisogno di una portata di 16,66 mc/ora (50:3=16,66).
Ma come si stabilisce il tempo di ricircolo?
Esistono normative che indicano tempi massimi per vari tipi di vasche ed in funzione dell’utilizzo, ma ci sono anche altri parametri dei quali possiamo tenere conto nella valutazione.
Il dato di partenza è che una piscina privata il tempo massimo di ricircolo è stabilito in 6 ore secondo la norma UNI attuale.
Questo è il tempo massimo, ma ci sono altri parametri con i quali fare una corretta valutazione, come ad esempio il numero di persone che utilizzerà la piscina, se saranno bambini, se ci sono fonti esterne di inquinamento (alberi, vegetazione o venti costanti), se la piscina è in pieno sole tutto il giorno, e altri ancora.
Per cui il valore di 6 ore può scendere molto, fino anche a 3 o 2 ore.
Questo permetterà di filtrare in modo corretto ed efficiente, ma non inciderà sul numero di ore complessive di filtrazione, perché dipendono dalla temperatura dell’acqua.

Perché occorre far circolare il volume della piscina più volte in un giorno?

Perché un buon filtro a sabbia è in grado di trattenere il 50%di impurità ad ogni passaggio.
Per cui, al primo passaggio tratteniamo il 50%, nel secondo tratteniamo un ulteriore 25% (il 50% del 50%) e così via. Ma nel frattempo continuano ad arrivare in piscina altri inquinanti, insetti, persone, polvere, ecc. Ecco spiegato semplicemente perché occorrono più passaggi giornalieri.

Quindi, proseguendo nella valutazione del dimensionamento del gruppo di filtrazione, possiamo dire che non solo le regole generali incidono nella scelta (Norme UNI) ma anche valutazioni di utilizzo e di condizioni particolari della piscina stessa.

Continuando nell’esempio di una piscina di 50 mc di capacità, possiamo sviluppare il seguente ragionamento:

  • A – Tempo massimo di 6 ore = portata minima filtro di 8,33 mc/ora
  • B – Tempo massimo di 4 ore = portata minima filtro di 12,50 mc/ora
  • C– Tempo massimo di 2 ore = portata minima filtro di 25 mc/ora

Quindi:

  • Caso A = filtro di diametro mm 500 (cm 50)
  • Caso B= filtro di diametro mm 600 (cm 60)
  • Caso C= filtro di diametro mm 800 (cm 80)

Ovviamente,  a seconda della soluzione attuata, l’impianto e il numero dei componenti idraulici può variare sensibilmente, e questo spiegherà (almeno in parte) perché ci sono differenze fra un costruttore ed un altro.

Ma quanto tempo devo filtrare? (pompa accesa)

La qualità del filtro, o meglio, la qualità della filtrazione, non determina il tempo complessivo di filtrazione.

Il parametro che si deve utilizzare per regolare i tempi di filtrazione è la temperatura dell’acqua, tenendo poi conto anche del numero dei bagnanti e dell’ambiente (soprattutto vegetazione) che abbiamo intorno alla piscina. Va comunque sempre ricordato che la maggior quantità dello sporco in una piscina si deposita sulla superficie, se non viene rapidamente raccolto e inviato alla filtrazione (attraverso skimmer o bordi sfioratori) si appesantirà e tenderà a depositarsi sul fondo.

La regola da sempre adottata e riconosciuta da tutti gli organismi internazionali è la seguente:

  • Temperatura dell’acqua fino a 20°C: almeno 8 ore al giorno
  • Temperatura dell’acqua da 20 a 25°C: almeno 10 ore al giorno
  • Temperatura dell’acqua da 26 a 28°C: almeno 12 ore al giorno
  • Temperature oltre i 28°C: aggiungere un’ora per ogni grado in più.

La regola vale per filtri a sabbia ma anche per filtri a cartuccia e di qualunque altro tipo, ed è una base per impianti che sono stati dimensionati correttamente secondo i parametri che abbiamo indicato in questo articolo. E’ evidente che in piscine con impianti poco performanti oppure con elevata frequenza devono essere adeguatamente aumentati.

Per la spiegazione dei termini tecnici utilizzati in questo articolo vi rimandiamo alle nostre FAQ (Domande frequenti)

Manutenzione filtro a sabbia della piscina

Il filtro a sabbia nelle piscine è quello più diffuso e utilizzato, fornisce ottime prestazioni a condizione di rispettare una manutenzione accurata.

Manutenzione ordinaria del filtro piscina

Immaginiamo che il filtro sia stato dimensionato e successivamente avviato in modo corretto, quale è la manutenzione ordinaria che si deve fare?

AcquaPro il portale italiano della piscina
Particolare del manometro

Controllo del valore del manometro.


Questa è una operazione semplice, si deve tenere sotto controllo la variazione della pressione per avere una migliore indicazione di quando diventi necessario effettuare un controlavaggio.

Suggerisco, una volta avviata la piscina, di mettere un segno sul punto di lavoro normale dove si ferma la lancetta.
Questo perché molto spesso le parti colorate del manometro non corrispondono alla reale condizione di lavoro del filtro.
In questo modo sarà molto più facile accorgersi delle differenze e, quando la lancetta avrà superato il punto di partenza di 0,2-0,3 bar, sarà il momento di fare un controlavaggio.

In ogni caso, consiglio vivamente almeno un controlavaggio ogni 20 giorni, anche in assenza di variazioni del manometro, per evitare un eccessivo accumulo di materia organica che ci farà consumare molto più prodotto chimico. 

Come si fa il controlavaggio del filtro a sabbia?

La sequenza corretta per il controlavaggio di un filtro a sabbia è:

  • Spegnere la pompa della piscina
  • Aprire la valvola di scarico (se presente sulle tubazioni)
  • Ruotare la valvola multivia in posizione controlavaggio (o backwash, lavage, lavado, spulen)
  • Riaccendere la pompa e lasciarla funzionare almeno 2  minuti o comunque fino a che la spia di controllo trasparente non sia tornata limpida.
  • Spegnere la pompa
  • Ruotare la valvola multivia su risciacquo (o rinse, rincage, enjuague, nachspulen)
  • Riaccendere la pompa per almeno 20-30  secondi
  • Spegnere la pompa
  • Ruotare la valvola multivia su filtrazione (o filter, filtration, filtracion, filtern)
  • Chiudere la valvola di scarico della tubazione (se presente)
  • Riavviare la pompa
valvola multivia disponibile presso AcquaPro
Particolare del filtro

Manutenzione annuale del filtro piscina

Annualmente suggerisco una serie di controlli e di operazioni che servono a garantire una vita più lunga al filtro e soprattutto una efficienza ottimale.
Queste operazioni sarebbe meglio fossero eseguite da un manutentore esperto.

Controllo del letto filtrante

Almeno una volta all’anno si deve controllare la condizione e il livello del substrato di filtrazione.

Di norma il livello rimane stabile, se dovesse calare è probabile che vi siate già accorti della presenza di sabbia in piscina e quindi sarà necessario controllare se qualche candeletta in fondo al filtro si sia danneggiata.

Qualche volta può capitare che all’inizio il filtro sia stato riempito troppo, inoltre è abbastanza normale che durante i controlavaggi un po’ di sabbia possa essere espulsa in scarico.

E’ anche importante controllare che la sabbia sia fluida e senza la presenza di agglomerati (come sassi) che possono generarsi con acque molto dure e soprattutto quando non si controlla e corregge il pH in modo adeguato.

Questo controllo serve anche a verificare che la sabbia sia in buona efficienza e non sia da sostituire.
Se le manutenzioni sono fatte in modo corretto, una substrato di sabbia dura molti anni. 

Disincrostazione del filtro

E’ una operazione che ha lo scopo di eliminare il calcare che potrebbe essersi accumulato all’interno del filtro a causa di acque molto dure e/o a mancato controllo del valore di pH.

Si tratta di realizzare una soluzione acquosa di sostanze acide e lasciare in ammollo la sabbia per almeno 24 ore, ed eventualmente ripetere l’operazione se non si è risolto completamente il problema.

Procedimento:

  • Effettuare un controlavaggio prolungato
  • Dopo aver spento la pompa, si chiudono le valvole di accesso e di uscita dal filtro e si apre il coperchio superiore e la valvolina posta in basso per scaricare l’acqua presente nel filtro (da richiudere una volta svuotato).
  • Si prepara una soluzione di acqua e acido (utilizzando un prodotto specifico per piscina) e si riempie il filtro fino a coprire la sabbia e si lascia agire per almeno 24 ore.
  • Al termine, si richiude il coperchio del filtro e dopo aver aperto le valvole opportune si procede ad un controlavaggio prolungato.

Nota 1 – L’operazione va effettuata ad inizio o a fine stagione, perché l’impianto sarà fermo per qualche giorno e non si può rischiare di compromettere la piscina durante la stagione.

Nota 2 – Valutare bene se sia più conveniente procedere ad una disincrostazione oppure sia meglio una sostituzione. Infatti il costo della sabbia è relativamente modesto e spesso le incrostazioni molto difficili da rimuovere.

Disinfezione del filtro

Ci sono zone del filtro, in particolare quella sotto le candelette, che sono molto difficili da ripulire anche con controlavaggi molto lunghi.

In queste zone (calde e umide) è facile che formino le loro colonie patogeni come la Pseudomonas Aeruginosa.

Quindi può accadere che, nonostante le cure appropriate, questi patogeni (molto pericolosi) si diffondano anche in piscina, essendo purtroppo molto resistenti anche alle disinfezioni con cloro.

Per questi motivi, oltre che consigliare una analisi microbiologica (la eseguono laboratori specializzati che provvedono anche al prelievo corretto dei campioni) sia un’ottima prevenzione procedere ad una disinfezione del filtro.

La procedura è la stessa che si esegue per la disincrostazione, ma la soluzione da preparare è una concentrazione molto elevata con cloro, almeno al 15-20% (15-20 kg in 100 litri di acqua).

Si lascia agire per 24 ore e poi si procede al controlavaggio.

Esistono anche prodotti specifici ad alta concentrazione, alcuni con effetto effervescente, che hanno una efficacia molto elevata.

Trattamento annuale della zeolite

La zeolite è un substrato per filtri che oltre alle ottime proprietà fisiche di trattenimento, ha anche ottime capacità chimiche di scambio, riducendo il cloro combinato.

L’effetto fisico non si perde, mentre quello chimico va rigenerato annualmente per poter continuare a beneficiarne.

Il trattamento è molto semplice, la procedura è la stessa del trattamento di disincrostazione o disinfezione, ma la soluzione da preparare è una salamoia al 15-20%.

Quindi si sciolgono 15-20 kg di sale in 100 litri di acqua (dipende da quanto ne serve per coprire il letto filtrante) e si copre tutto il substrato.

Dopo le solite 24 ore, si procede al controlavaggio prima di rimettere in funzione l’impianto.

Riposo invernale del filtro

Se lo svernamento che avete deciso per la vostra piscina è quello passivo, il filtro dovrà essere aperto e svuotato dall’acqua aprendo lo scarico inferiore.

E’ poi bene lasciare il coperchio superiore aperto, magari protetto affinché non entrino animali, ma comunque permettere che possa asciugarsi per bene.

Note importanti

Le procedure che ho fin qui elencato, prevedono che chi le mette in pratica sia a conoscenza del corretto uso dei prodotti chimici e della loro pericolosità, nonché di eventuali reazioni chimiche che possono verificarsi e come proteggersi in modo adeguato (protezioni personali e locali tecnici ben arieggiati), oltre a non eseguire mai queste operazioni senza la presenza di qualcuno che possa attuare procedure di soccorso.

Le operazioni possono essere semplici e sicure per un professionista, ma estremamente pericolose per i neofiti o chi trascura o banalizza le normali attenzioni necessarie.