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Filtro a sabbia

Nella maggior parte delle piscine, sia private che pubbliche, il sistema di filtrazione più utilizzato è quello con filtro a sabbia.

Da secoli la filtrazione basata sul passaggio dell’acqua attraverso uno strato di sabbia è il metodo più efficace per la filtrazione.
Grandi vasche piene di sabbia garantiscono la filtrazione di acqua potabile in antichi acquedotti romani utilizzati ancora ai giorni nostri.
Nel tempo i sistemi si sono evoluti e soprattutto si sono comprese le leggi fisiche e chimiche che regolano una buona qualità di filtrazione.
In questo articolo vogliamo affrontare solo le nozioni generali dei filtri a a sabbia impiegati nelle piscine private e pubbliche, che ancora oggi rappresentano il sistema più diffuso in Europa.

Quali sono le caratteristiche del filtro a sabbia?

Il sistema è abbastanza semplice, l’acqua passa attraverso uno strato più o meno alto e più o meno composto con granulometrie diverse, si depura depositandole dalle particelle di sporco e viene rimandata in piscina. 

Ma da questa prima definizione si può cominciare a capire che sono quindi importanti alcune caratteristiche:

  • L’altezza del letto filtrante
  • La granulometria del substrato
  • La velocità del passaggio dell’acqua
  • La portata del filtro
  • La composizione del letto filtrante

I materiali con cui viene costruito un filtro sono tra i più vari, partendo dal poliestere per le serie più economiche, passando da materiali compositi fino ad arrivare ai sistemi bobinati in vetroresina. In alcune applicazioni particolari si usano anche filtri con scocca in acciaio e acciaio inox.

Funzionamento di un filtro a sabbia

Qualunque modello di filtro a sabbia è costituito internamente da un collettore di distribuzione in alto (A) e un collettore sul fondo (F+G), la posizione della valvola multivie (E) determina la direzione dei flussi dell’acqua e quindi la funzione che svolgerà il filtro.

  • FILTRAZIONE Durante questa fase l’acqua entra nel filtro attraverso il collettore D, si distribuisce sul substrato filtrante al di sotto e lo attraversa (più o meno lentamente) depositando le impurità. Al termine del passaggio entra attraverso il collettore F attraverso le candelette (G) e quindi torna in piscina.
  • CONTROLAVAGGIO Durante questa operazione il passaggio è inverso rispetto al precedente, serve esclusivamente a pulire il substrato filtrante. Quindi entrerà dal basso (F+G) , attraverserà lo strato di sabbia (o altro materiale che sia stato impiegato) smuovendolo per bene per rimuovere lo sporco depositato ed infine arriverà al collettore D che lo invierà alla valvola multivie (E) che provvederà ad inviare il tutto allo scarico.
    Le altre funzioni (posizioni) della valvola multivie le spiegheremo in uno specifico articolo.

Per ultimare la descrizione del filtro, spighiamo il significato degli altri componenti:

Ae B – Manometro di controllo della pressione di esercizio e valvola di sfiato del filtro.
C– Coperchio del filtro per l’ispezione delle condizioni della sabbia e manutenzione ordinaria.
D – Diffusore dell’acqua, con il compito di distribuire uniformemente l’acqua di ingresso sulla superficie del filtro.
E – Valvola multivie
F– Collettore di fondo
G – Candelette di barriera per la sabbia.
H – Tappo di fondo per lo scarico dell’acqua contenuta filtro (operazione che si esegue a fine stagione).
I – Supporto filtro
J – Corpo filtro
K – Valvola sfiato aria interna

Velocità, portata e altezza del letto filtrante  di un filtro a sabbia


Qui arriviamo ad un argomento abbastanza complicato, sono però queste le due caratteristiche fondamentali che determinano il filtro stesso, soprattutto sono i due valori che dobbiamo conoscere per scegliere il filtro più adatto per la piscina.

Riprendiamo le definizioni, considerando per prima la velocità.
La velocità massima di passaggio dell’acqua all’interno di un filtro, è stata stabilita universalmente in 50 metri cubi/ora/metro quadro.
Perché?
Perché a seguito di prove effettuate (dagli enti preposti alla determinazione delle caratteristiche tecniche di un prodotto, in Italia l’ente UNI) è stato valutato che fino a questa velocità la qualità di filtrazione è buona, invece superandola comincia a peggiorare.
Questa è la velocità massima ammessa per i filtri ad uso in piscine domestiche ad uso privato, perchè se invece si parla di piscine ad uso pubblico le velocità scendono in modo importante, 40, 30, o anche 20 mc/h/mq.

E’ quindi evidente che in un filtro, cambiando la velocità di passaggio dell’acqua, cambierà la portata finale.

Ad esempio, prendiamo un filtro a sabbia con un diametro di 1050 mm, se lavoriamo ad una velocità di 50 mc/h/mq, avremo una portata massima di 43 mc/ora; con lo stesso filtro se scendiamo ad una velocità di 30 mc/h/mq, avremo una portata massima di 25 mc/ora.

L’ultimo aspetto che prendiamo in considerazione è l’altezza del letto filtrante.
La pulizia dell’acqua avviene passando attraverso uno strato di materiale, è quindi abbastanza evidente che più sarà alto (o spesso) questo materiale e più tempo avrà lo sporco per riuscire a depositarsi.
Per semplificare, se facciamo passare acqua sporca attraverso uno strato di sabbia alto 50 cm, avrò sicuramente una qualità di pulizia inferiore rispetto a far passare la stessa acqua attraverso uno strato alto 100 cm.
Ad esempio la normativa riferita alle piscine ad uso pubblico (condominiali, turistico ricettive, pubbliche) non ammette altezze del letto filtrante inferiori ad 1 metro lineare.

Concludendo: la qualità di filtrazione di un filtro, a parità di dimensione (diametro) è determinata dall’altezza del letto filtrante e dalla velocità di passaggio.

E’ quindi abbastanza evidente quanto sia importante la scelta di una pompa di potenza corretta da abbinare al filtro, se vogliamo avere una qualità di filtrazione adeguata e performante. 
Superare la velocità di 50 mc/h/mq significa peggiorare notevolmente la qualità di filtrazione, così come avere uno strato filtrante di altezza modesta, non mi garantirà una corretta pulizia. 

E i filtri a sabbia per le piscine fuoriterra?

La maggior parte dei filtri dedicati alle piscine fuoriterra, sono anche chiamati monoblocchi filtranti, si tratta cioè di gruppi composti dal contenitore della sabbia abbinato ad una pompa di potenza e portata proporzionati al filtro.

Perché c’è una differenza di prezzo così importante fra diversi modelli di gruppi filtranti monoblocco?
Per le ragioni descritte prima: velocità di filtrazione e altezza del letto filtrante.
Certamente anche la qualità dei materiali è molto diversa, ma la vera discriminante sta proprio nelle due caratteristiche descritte prima.

Facciamo un esempio pratico.

Una nota marca cinese di monoblocchi filtranti dichiara che un il suo gruppo da 8 mc/ora di portata, ha bisogno di un quantitativo di sabbia per il filtro pari a Kg 35.
Un monoblocco europeo di altra nota marca, per un gruppo di filtrazione da 8 mc/ora dichiara che nel suo filtro occorrono Kg 100  di sabbia.
E’ abbastanza ovvio che il volume occupato da 35 kg di sabbia è decisamente inferiore a quello occupato da 100 kg!
E’ altrettanto evidente che la superficie filtrante e l’altezza del substrato saranno decisamente inferiori nel primo caso rispetto al secondo.

Quale filtrerà correttamente secondo voi?


Manutenzione di un filtro a sabbia

La manutenzione più frequente da fare è il controlavaggio, cioè l’inversione del flusso dell’acqua che provoca il “ribollire” della sabbia e quindi permette allo sporco accumulato di scorrere via con l’acqua dallo scarico.
Di questo spieghiamo meglio in questo articolo.

Ogni anno, quando ci si appresta ad affrontare l’inverno oppure quando si decide di mettere a riposo la piscina, è fondamentale effettuare una verifica delle condizioni del letto filtrante.
Si dovrà aprire il coperchio superiore e quindi aprire lo scarico di fondo del filtro per lo svuotamento completo dell’acqua. L’operazione serve a controllare che il substrato (sabbia, granuli di vetro o altro) abbia una consistenza corretta, non siano presenti agglomerati causati dal calcio, oppure detriti di grosse dimensioni.

Eseguire con regolarità questa manutenzione preserva da brutte sorprese nel tempo, soprattutto evita che l’eventuale calcificazione della sabbia (molto comune con le acque mediterranee), peggiori drasticamente la qualità della filtrazione.

Un’altra operazione molto consigliata è la sanificazione.
Il filtro è un ambiente chiuso caldo e umido, la condizione ideale per la formazione e lo sviluppo di colonie batteriche, di virus e altri microrganismi. Inoltre vi sono parti del filtro che vengono poco “toccate” dal passaggio dell’acqua (per esempio al di sotto delle candelette sul fondo). Esistono batteri che sono molto resistenti anche al cloro, come ad esempio lo Pseudomonas Aeruginosa, principale causa delle otiti e delle congiuntiviti.
Per queste ragioni è buona norma procedere annualmente ad una disinfezione profonda, magari preceduta da una decalcificazione.
In questo articolo spieghiamo i dettagli.

Dimensionamento del filtro a sabbia

Come scegliere la dimensione del filtro a sabbia adatto alla nostra piscina?

Si parte anzitutto dalla volume della piscina e poi si calcola il tempo di ricircolo. Il volume è dato dalla dimensione delle vasca principale e al quale andrà sommato (quando presente) anche il volume della vasca di compenso.
Il tempo di ricircolo è quell’intervallo nel quale vogliamo far ricircolare completamente l’intero volume della vasca. Per esempio, se ho un volume di acqua complessivo di 50 mc e voglio farlo ricircolare in 3 ore, avrò bisogno di una portata di 16,66 mc/ora (50:3=16,66).
Ma come si stabilisce il tempo di ricircolo?
Esistono normative che indicano tempi massimi per vari tipi di vasche ed in funzione dell’utilizzo, ma ci sono anche altri parametri dei quali possiamo tenere conto nella valutazione.
Il dato di partenza è che una piscina privata il tempo massimo di ricircolo è stabilito in 6 ore secondo la norma UNI attuale.
Questo è il tempo massimo, ma ci sono altri parametri con i quali fare una corretta valutazione, come ad esempio il numero di persone che utilizzerà la piscina, se saranno bambini, se ci sono fonti esterne di inquinamento (alberi, vegetazione o venti costanti), se la piscina è in pieno sole tutto il giorno, e altri ancora.
Per cui il valore di 6 ore può scendere molto, fino anche a 3 o 2 ore.
Questo permetterà di filtrare in modo corretto ed efficiente, ma non inciderà sul numero di ore complessive di filtrazione, perché dipendono dalla temperatura dell’acqua.

Perché occorre far circolare il volume della piscina più volte in un giorno?

Perché un buon filtro a sabbia è in grado di trattenere il 50%di impurità ad ogni passaggio.
Per cui, al primo passaggio tratteniamo il 50%, nel secondo tratteniamo un ulteriore 25% (il 50% del 50%) e così via. Ma nel frattempo continuano ad arrivare in piscina altri inquinanti, insetti, persone, polvere, ecc. Ecco spiegato semplicemente perché occorrono più passaggi giornalieri.

Quindi, proseguendo nella valutazione del dimensionamento del gruppo di filtrazione, possiamo dire che non solo le regole generali incidono nella scelta (Norme UNI) ma anche valutazioni di utilizzo e di condizioni particolari della piscina stessa.

Continuando nell’esempio di una piscina di 50 mc di capacità, possiamo sviluppare il seguente ragionamento:

  • A – Tempo massimo di 6 ore = portata minima filtro di 8,33 mc/ora
  • B – Tempo massimo di 4 ore = portata minima filtro di 12,50 mc/ora
  • C– Tempo massimo di 2 ore = portata minima filtro di 25 mc/ora

Quindi:

  • Caso A = filtro di diametro mm 500 (cm 50)
  • Caso B= filtro di diametro mm 600 (cm 60)
  • Caso C= filtro di diametro mm 800 (cm 80)

Ovviamente,  a seconda della soluzione attuata, l’impianto e il numero dei componenti idraulici può variare sensibilmente, e questo spiegherà (almeno in parte) perché ci sono differenze fra un costruttore ed un altro.

Ma quanto tempo devo filtrare? (pompa accesa)

La qualità del filtro, o meglio, la qualità della filtrazione, non determina il tempo complessivo di filtrazione.

Il parametro che si deve utilizzare per regolare i tempi di filtrazione è la temperatura dell’acqua, tenendo poi conto anche del numero dei bagnanti e dell’ambiente (soprattutto vegetazione) che abbiamo intorno alla piscina. Va comunque sempre ricordato che la maggior quantità dello sporco in una piscina si deposita sulla superficie, se non viene rapidamente raccolto e inviato alla filtrazione (attraverso skimmer o bordi sfioratori) si appesantirà e tenderà a depositarsi sul fondo.

La regola da sempre adottata e riconosciuta da tutti gli organismi internazionali è la seguente:

  • Temperatura dell’acqua fino a 20°C: almeno 8 ore al giorno
  • Temperatura dell’acqua da 20 a 25°C: almeno 10 ore al giorno
  • Temperatura dell’acqua da 26 a 28°C: almeno 12 ore al giorno
  • Temperature oltre i 28°C: aggiungere un’ora per ogni grado in più.

La regola vale per filtri a sabbia ma anche per filtri a cartuccia e di qualunque altro tipo, ed è una base per impianti che sono stati dimensionati correttamente secondo i parametri che abbiamo indicato in questo articolo. E’ evidente che in piscine con impianti poco performanti oppure con elevata frequenza devono essere adeguatamente aumentati.

Per la spiegazione dei termini tecnici utilizzati in questo articolo vi rimandiamo alle nostre FAQ (Domande frequenti)

La filtrazione nelle piscine

A cosa serve la filtrazione in piscina?

Sembra una domanda banale, e molti risponderanno: per togliere lo sporco!

Ma oltre ad una questione estetica, la ragione fondamentale per la quale è indispensabile eliminare prima possibile lo sporco in piscina è quello di evitare che l’accumulo di sporco faciliti lo sviluppo di micro organismi pericolosi per la salute umana.

Di solito lo sporco in piscina è costituito da materiale organico: insetti, foglie, residui vegetali, pollini, senza contare ciò che i bagnanti rilasciano in acqua: residui di creme abbronzanti, di pelle, capelli, sudore e… altro.

Per queste ragioni, per mantenere una piscina nelle condizioni ottimali, sono fondamentali due azioni: una fisica che è la filtrazione, ed una chimica che è l’ossidazione e disinfezione.

Lo sporco che si accumula in una piscina, rimane confinato principalmente sulla superficie, galleggia, fino a quando non si appesantisce assorbendo acqua e ricade sul fondo della vasca. Per questa ragione è fondamentale avere una buon “ripresa di superficie” cioè un sistema che accompagni il più velocemente possibile lo sporco verso uno sfioro oppure verso una skimmer.

Ora, proviamo ad approfondire un po di più come avviene la filtrazione.

L’acqua prelevata dalla superficie deve passare attraverso un dispositivo (filtro) che ha il compito di trattenere la maggior parte possibile della materia organica.
Affinché il funzionamento sia efficace, non è sufficiente un solo passaggio dell’acqua, ma ne occorrono molti.
Perché?
Perché anche un buon filtro a sabbia non è in grado in un unico passaggio di trattenere tutte le impurità. Si calcola che occorrano almeno 4-5 passaggi prima di avere un risultato ottimale.
E questo si spiega in modo semplice: al primo passaggio il filtro trattiene il 40-50% dello sporco, al secondo passaggio tratterrà il 40-50% dello sporco rimasto con l’aggiunta di quello che nel frattempo è entrato in piscina, e così via, senza mai però poter raggiungere la perfezione, perché in pochi minuti si accumulerà altro sporco sulla superficie.


Perché è importante filtrare?

Il motivo è che lo sporco che arriva in piscina è soprattutto di origine organica (foglie, insetti, pollini, sudore, muco, ecc.) ed è il terreno ideale per la formazione e sviluppo di virus, batteri e alghe.
Più materia organica riusciamo a togliere dall’acqua e minore sarà la necessità di trattamenti chimici.

Si, esatto, se si vuole ridurre la quantità di prodotto chimico da mettere in una piscina, la prima soluzione è disporre di un ottimo impianto di filtrazione e filtrare molte ore!

La maggior parte dello sporco in una piscina arriva sempre dalla superficie, perché l’acqua è una calamita potentissima!
Tutto ciò che “vola” in aria, viene attratto, inoltre sono molti gli insetti che si avvinano per bere. Ma anche i residui di pelle, di sudore, di creme solari, si posizionano nei primi 15 cm di acqua.

Per questo una piscina che non ha almeno uno skimmer è una piscina destinata a grossi problemi e continua necessità di pulire il fondo.

Come si arriva ad un buon risultato?

Anzitutto con un buon impianto di filtrazione, cioè un sistema ben calcolato in funzione del volume di acqua e dell’uso che si fa della piscina.
Poi con le ore di filtrazione, cioè con il tempo di accensione di molte ore del sistema pompa-filtro.
Leggi anche questo articolo
In ultimo con una manutenzione adeguata, cioè controlavaggi o pulizia della cartuccia filtrante, a seconda del tipo di filtro in uso e, periodicamente anche una disinfezione specifica dell’intero filtro.

Tipi di filtro

L’ho scritto molte volte, più del tipo di filtro è importante la qualità della filtrazione.
Non è la tipologia di filtro che produce migliori o peggiori risultati, ma la sua qualità di progettazione e costruzione.
In Italia la maggior parte delle persone identifica nel filtro a sabbia la miglior soluzione ma, ad esempio negli USA, il filtro più diffuso è quello a cartuccia.
Il punto è che esistono filtri di buona qualità e filtri di cattiva qualità, indipendentemente dalla tipologia.
Per fare un paragone comprensibile, nel momento in cui dico automobile ho un’idea di qualcosa, ma esistono automobili a pedali e automobili a motore. Una è un giocattolo, l’altra è un mezzo per viaggiare.
Per questi ed altri motivi, è difficile se non impossibile affermare quale sia il miglior filtro, esattamente come rispondere alla domanda di “quale sia la miglior automobile.
Dipende.
Qualità dei materiali, qualità di filtrazione, tecnologia, praticità, ed anche il budget disponibile, sono elementi che definiscono in ultimo quale sia il prodotto migliore.
Rimane però evidente che a parità di portate e di tipologia di filtro, una elevata differenza di prezzo non è mai giustificabile. Significa che se acquistate un gruppo di filtrazione a 100 euro, non potete aspettarvi qualità e prestazioni di un gruppo analogo che ne costa 600.

Filtro a sabbia

E’ senza dubbio la tecnologia più diffusa per qualunque dimensione di piscina. Dalla piccola piscina familiare per arrivare alle grandi piscine pubbliche o ai parchi acquatici.
Ne abbiamo parlato diffusamente in questo articolo.

I vantaggi principali sono la semplicità nella manutenzione e la durata del prodotto, ma soprattutto la disponibilità di dimensioni e portate per piscine di qualunque dimensione.

Filtro a cartuccia

Molto più semplici e compatti rispetto ad un filtro a sabbia, hanno spesso una ottima capacità di trattenimento, sono cioè in grado di fermare particelle molto piccole, arrivano anche fino a 30 micron, per contro hanno una manutenzione (pulizia) un pò più scomoda, rispetto ai filtri a sabbia.
Un articolo più approfondito lo trovate qui

Nelle piscine fuoriterra di tipo economico sono spesso la dotazione di serie, tuttavia in questo specifico caso la loro qualità, durata ed efficacia sono molto deludenti, costringono a lavaggi anche giornalieri e a sostituzioni molto frequenti. L’aspetto economico qui è prevalente e risultano normalmente insufficienti.

Ultrafiltrazione

Recentemente la ricerca di soluzioni più efficaci per la filtrazione dell’acqua di piscina ha immesso sul mercato una serie di prodotti molto interessanti con sistemi in grado di trattenere anche micro particelle arrivando fino a batteri e virus.

Si tratta di sistemi basati su batterie di cartucce utilizzate anche in campo medico per la dialisi.
Il brevetto Israeliano è in uno stadio avanzato di test e alcune applicazioni stanno confermando prestazioni molto efficaci e performanti, utilizzandoli anche per la potabilizzazione dell’acqua.

Per il momento sono adatti sostanzialmente a piscine interne, in quanto l’elevato livello di filtrazione costringe a frequenti manutenzioni per le piscine esterne interessate a sporco proveniente da vegetazione e insetti.

Su questo realizzeremo, appena finiti i test, un articolo specifico.

Altri tipi di filtri

Quelli illustrati fin qui sono i filtri più comuni utilizzati in piscina, tuttavia il mercato propone costantemente novità, spesso però più mirate a “illusioni” che non ad un effettivo risultato finale.
Mi riferisco ad esempio a quei filtri con substrati formati da palline di cotone e similari.
All’apparenza molto performanti ma nei fatti molto difficili da pulire fino a diventare in realtà un “vivaio” di patogeni costantemente a contatto con l’acqua.

L’ho affermato molte volte, raramente le “scorciatoie” a buon mercato portano risultati apprezzabili.