Fra i sistemi automatici di disinfezione, uno dei più diffusi è senza dubbio l'elettrolisi del sale. Le ragioni della sua diffusione sono molte, alcune vere ed altre meno. In questo articolo cerchiamo di analizzare pregi e difetti, per darvi la possibilità di una scelta consapevole per poter impiegare al meglio questo prodotto.

Premessa
Va anzitutto chiarito che il trattamento per mezzo della elettrolisi del sale, è un sistema di disinfezione a base di cloro. Al contrario di quanto molti sostengono, non si tratta di un sistema alternativo alla clorazione, ma un modo diverso per produrre cloro. In pratica la disinfezione è la più classica possibile, ma la produzione di cloro si ottiene attraverso un procedimento di scissione della molecola di cloruro di sodio (il sale) ottenendo quindi acido ipocloroso (agente disinfettante) ed altri sottoprodotti (cloro gas, acido cloridrico ecc.).

Principio di funzionamento
Il principio di funzionamento è relativamente semplice: viene scissa la molecola di cloruro di sodio (sale, appunto) attraverso il passaggio (dell’acqua salata) all’interno di un campo magnetico (anodo e catodo), in questo modo si produce acido ipocloroso (l'acido ipocloroso è l'agente disinfettante che si forma per reazione fra il cloro gas e l'acqua, ed è lo stesso composto che si ricava dai classici pastiglioni di tricloro oppure dall'ipoclorito di calcio o dal dicloro), e cloro gas (una parte di questo si perderà irrimediabilmente).
Da qui si capisce bene che chi ritiene di non impiegare cloro per la disinfezione, sbaglia, perchè si ricava in modo differente, ma è sempre il cloro che svolge la funzione di disinfezione.
Diffidate da chi vi racconta che disinfettate con il sale, perchè non è così!
Perchè il sistema funzioni è necessario che nell’acqua della vasca sia presente sale (cloruro di sodio) in una concentrazione compresa normalmente fra 3 e 6 grammi/litro (questo valore dipende dalle indicazioni del produttore dell’apparecchio), e che questa concentrazione venga mantenuta aggiungendolo periodicamente, e verificandola ogni volta che si procede a immissione di acqua nuova, a seguito dei controlavaggi del filtro o a parziali svuotamenti della vasca.
La concentrazione di sale è molto minore rispetto all’acqua di mare (che è circa 25-35 grammi litro) ma è comunque in grado di provocare una certa corrosione sui componenti della vasca (pompe, filtri, scale, ecc.) quindi sarà necessario pensare già in fase di realizzazione della piscina se si vorrà utilizzare questo sistema, impiegando componenti adatti, oppure prepararsi ad una usura più accentuata dei nostri accessori.

A causa della salinità dell'acqua, si accentua maggiormente il problema delle correnti vaganti (corrosione galvanica), e questo non è un problema secondario, perchè è abbastanza comune ritrovare qualche componente metallico presente in piscina e a contatto con l'acqua, completamente forato. Per questa ragione gli apparecchi di migliore qualità hanno a corredo anche un anodo per scaricare su di sè le tensioni, una sorta di "parafulmine", per semplificare il concetto.

Si dovrebbe anche dimensionare il filtro in modo da avere una velocità di filtrazione molto bassa, attorno ai 20-25 mc/ora (i filtri montati di norma sulle piscine private sono collaudati a velocità di 50 mc/ora).Schema impianto elettrolisi
L’apparecchio è composto da un contenitore nel quale sono inserite le cellule (anodo e catodo) che alimentate elettricamente creeranno un campo magnetico, l’acqua con il cloruro di sodio, passando attraverso questo campo, si scinde e forma una certa quantità di acido ipocloroso (agente ossidante e disinfettante dell’acqua) e di cloro gas (che ha però bassa capacità ossidativa). Il tutto viene controllato da una centralina elettronica più o meno sofisticata, che si occupa di leggere attraverso un sensore la concentrazione di cloruro di sodio ed indicare se ci sono carenze, oltre che a verificare il corretto funzionamento della sonda ed eventuali necessità di manutenzione.
La produzione effettiva di acido ipocloroso, che è l’elemento necessario per l’ossidazione e la disinfezione, è abbastanza bassa, e questo accade perchè solo in presenza di pH molto elevati (12-14, ma a questi valori sarebbe impossibile la balneazione) se ne avrebbe una buona produzione, nel caso comune della nostre piscine, che hanno necessità di pH fra 7,2 e 7,6 la reazione tende a formare soprattutto cloro gas. Tradotto in modo più semplice, ciò significa che mantenendo corretto il valore del pH della nostra piscina, avremo una produzione abbastanza bassa di agente ossidante e disinfettante. Questo limite può diventare più evidente creando qualche difficoltà nei periodi di maggior utilizzo della piscina e con temperature dell'acqua elevate.
La produzione di acido ipocloroso è costante (a condizione di mantenere corretta la concentrazione di sale), per cui il sistema è consigliato esclusivamente per piscine che abbiano un carico di inquinamento organico abbastanza costante, e se ne sconsiglia l'uso su piscine pubbliche o semipubbliche, perchè c'è la necessità di continui aggiustamenti manuali che si rendono necessari per il variare continuo del numero dei bagnanti.
E' vero che alcuni modelli presentano anche una funzione chiamata “superclorazione”, ma rimanendo costante la concentrazione di sale in acqua, la produzione si differenzia troppo poco per essere efficace ed evitare la necessità di integrazioni con trattamenti a base di dicloro o ipoclorito di calcio. Va quindi ricordato che sarà comunque sempre necessario provvedere ai trattamenti shock con i normali prodotti a base di cloro stabilizzato o ipoclorito si calcio.
Un fattore non trascurabile, è la necessità di un costante controllo e regolazione del pH, perchè l'elettrolisi tende sempre ad aumentare in modo considerevole il suo valore (a causa del consumo di ioni idrogeno). Per questa ragione molto spesso all’apparecchio di elettrolisi viene abbinato anche un dosatore di pH che funziona in continuo.
Inoltre sarebbe molto più indicato l’impiego di acido cloridrico per la regolazione del pH, perchè i comuni riduttori contengono, di solito, bisolfiti o acido solforico, che risultano spesso dannosi per le celle elettrolitiche, causando una precoce usura. Ci sono oggi celle disponibili sul mercato, che hanno una ottima protezione contro questa usura, sono però più costose e quindi appannaggio di apparecchi di fascia più alta.
Non c’è dubbio che con l’impiego di questa apparecchiatura, si riduce notevolmente il consumo di prodotti clorati standard, ma è anche vero che si corre il rischio di non avere una sufficiente disinfezione.
In termini economici, considerando anche l’investimento iniziale per l’apparecchiatura, non ci sono risparmi particolari rispetto ad un classico trattamento a base di cloro. Va però ammesso che si ha una produzione costante di ossidante (anche se in dosi più basse), quindi si attua una protezione minima costante che garantisce una minore necessità di interventi per il mantenimento dei valori corretti (ma questo obiettivo si potrebbe raggiungere anche con dosatori di cloro automatici).
Sul mercato sono disponibili numerosi modelli di apparecchi per l’elettrolisi, ed i prezzi possono variare molto fra di loro. Le differenze nascono principalmente dalla qualità delle celle elettrolitiche e dalla garanzia di durata che offrono, dal fatto che alcuni modelli prevedono una pulizia delle celle in automatico, sfruttando l’inversione della polarità, oppure dal controllo elettronico che offrono, indicando guasti o anomalie che permettono rapidi interventi di manutenzione.
Quando si è in presenza di acque dure (con presenza importante di carbonato di calcio), la soluzione migliore sono le celle autopulenti, danno la migliore garanzia di un buon funzionamento. Un secondo parametro per la scelta è la dimensione delle celle stesse, va ricordato che il costo maggiore di tutto il sistema sta proprio nelle celle, per cui a prezzo basso equivalgono celle piccole e quindi rendimenti scadenti.
La durata di una cella elettrolitica può variare dai 3 ai 5 anni, con uno scadimento progressivo, la durata effettiva dipende dalle caratteristiche dell’acqua e dal corretto uso dell’apparecchio (funzionamento con poco o troppo sale, mancanza di pulizia ecc.).
Le sonde di controllo (sale e pH) sono strumenti che misurano la concentrazione di sale o il valore di pH, sono quindi indicatori che dovranno essere affidabili e precisi, fornendo una lettura corretta. Vanno regolarmente controllate, pulite e tarate, ed hanno comunque una vita media che non supera i 2-3 anni, decadendo progressivamente in precisione.
Per esperienza diretta, ho spesso trovato installazioni nelle quali i clienti non sapevano neanche dell’esistenza delle sonde, nessuno le aveva mai controllate e, di fatto, l’impianto non funzionava o funzionava molto male, sprecando prodotto o risultando del tutto inefficace. Come tutte le apparecchiature, pur essendo affidabili, hanno necessità di essere controllate e mantenute in buona efficienza.
Durante il funzionamento, l’elettrolisi produce anche cloro gas, che può raggiungere pressioni elevate, arrivando anche alla possibilità di far esplodere l’apparecchio. Per questa ragione su quasi tutti gli apparecchi è anche presente una sonda di sicurezza, anche questa va controllata periodicamente e raccomandiamo vivamente che vi accertiate della sua esistenza.
Come già detto prima, questa soluzione di automazione non è adatta a chi avesse problemi di intolleranza al cloro, perchè usa sempre questo principio attivo. Sempre per le ragioni descritte prima, non è adatto a piscine di grandi dimensioni, oppure in casi di uso intensivo della vasca.
Alcuni produttori sconsigliano l’integrazione con cloro in vasca, perché potrebbe provocare danni alle celle, è bene che controlliate sul libretto d’uso, e vi comportiate di conseguenza.

Vantaggi e svantaggi dell'Elettrolisi
VANTAGGI SVANTAGGI
Minore concentrazione di cloro in acqua Occorre "salare" l'acqua
Disinfezione automatica e continua Concentrazione di cloro costante e necessità di aggiunte manuali per esigenze maggiori
Buon confort per i bagnanti Necessità di filtri più grandi ed accessori adatti a resistere alla salinità
Eliminazione del problema dell'accumulo di acido isocianurico Necessità di continua regolazione del pH
Eliminazione del rischio di eccessivo dosaggio di disinfettante Maggiore manutenzione in piscine rivestite in piastrelle o mosaico
Nessun prodotto a contatto (negli skimmer) con l'acqua Necessità di effettuare comunque clorazioni shock
Necessità di sostituzione delle celle periodicamente


Una ultima nota generale: tutti le apparecchiature che vengono montate sulla vostra piscina, devono sempre avere un libretto di istruzioni anche nella lingua del paese nel quale vengono installate. Si tratta di una norma europea, che spesso viene trascurata dai produttori più “garibaldini”, che vi consegnano manuali in tutte le lingue, meno quella che parlate… Traetene le debite considerazioni, se non sono in grado di fornirvi un apparecchio dotato di un manuale di istruzioni corretto, pensate che rispondano correttamente nel caso in cui ci sia un guasto o un malfunzionamento?
Infine, considerate che avrete necessità di controlli e manutenzioni da parte di un buon tecnico, vi serviranno poi anche dei ricambi, per cui ci sentiamo di suggerirvi di non lasciarvi tentare dai prezzi più bassi che potete trovare, ma affidatevi ad un buon installatore che vi dia le necessarie garanzie.

 

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