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L'11 gennaio 2013, la Regione Liguria, con DGR N° 7, ha pubblicato le "Linee di indirizzo per la gestione delle piscine", un ampio documento riguardante le piscine pubbliche e private ad uso pubblico (condominiali comprese), e quelle delle strutture turistico ricettive e agriturismi.
Successivamente, ha promulgato i DGR 175 e 176 del 22 febbraio 2013, che ribadivano i concetti delle linee di indirizzo, specificatamente per le piscine condominiali e turistico ricettive.

Le linee guida sono state promulgato dopo un lungo lavoro di condivisione e revisione svolto da una commissione alla quale hanno partecipato numerosi soggetti: responsabili della Regione Liguria, responsabili delle ASL presenti in regione, e dai rappresentanti delle due associazioni di categoria, Agoracqua e Assopiscine.
Si è trattato di un primo tentativo per mettere ordine e dare fattibilità alle numerose norme vigenti, ma soprattutto è stata condivisa la necessità di definire compiutamente le figure professionali coinvolte nella gestione delle piscine, definirne le copetenze e le responsabilità, fino ad arrivare a stabilire la obbligatorietà di formazione ed aggiornamento di queste figure.
Nei mesi scorsi, le associazioni Agoracqua e Assopiscine hanno anche svolto i primi corsi per la preparazione degli addetti, sia i Responsabili di piscina che i Responsabili degli impianti tecnologici, accompagnandoli alle sessioni di esame in Regione Liguria e ottenendo risultati eccellenti.

Tuttavia, in data 13 dicembre 2013, la Giunta Regionale Ligure, ha sospeso l'applicazione del DGR 7, senza ancora definire i nuovi tempi di applicazione. Ciò significa che al momento non sussiste l'obbligatorietà della frequentazione dei corsi, quindi nemmeno dell'abilitazione delle due figure professionali (Responsabile di piscina e Responsabile degli impianti tecnologici).
Rimangono tuttavia in vigore i DGR 175 e 176, che definiscono alcuni obblighi importanti che erano già anche previsti dalle normative precedenti.

Siamo certi che nel DGR n° 7 sono presenti lacune e aspetti che è possibile migliorare ulteriormente, ma siamo anche convinti che la strada intrapresa era ed è corretta, perchè aveva come obiettivo principale la tutela della salute dei consumatori, senza privilegiare o discriminare nessun soggetto coinvolto.
Ci auguriamo che a breve la Regione Liguria si pronunci nuovamente in merito alla questione, perchè il tentativo fatto poteva essere il primo esempio concreto di riordino della materia, dal quale altre regioni avrebbero potuto trarre esempio e spunto per uniformare le normative su tutto il territorio nazionale.
La confusione che regna in questo settore, l'incertezza delle norme (come purtroppo in molti altri settori), rende difficile se non impossibile operare in modo professionale e garantire le migliori condizioni di fruibilità delle strutture di balneazione. Alla fine, come purtroppo spesso accade, a rimetterci saranno gli utilizzatori.

Nella sezione "Documenti" potete trovare e scaricare i DGR di cui abbiamo parlato.

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