
Domande Frequenti (FAQ Frequently Asked questions)
Troverai in questa pagina l'elenco delle domande più frequenti poste dai nostri utenti, a anche la spiegazione di qualche termine tecnico usato all'interno degli articoli.
E se qualcosa manca segnalacelo, saremo lieti di inserirlo
L'acido isocianurico è una sostanza organica che si trova facilmente nei prodotti chimici per piscine. La sua azione principale è quella di proteggere il cloro dal sole, poiché i raggi UV del sole possono scomporre rapidamente il cloro, facendolo dissipare e perdere la sua efficacia. L'acido isocianurico forma una sorta di membrana protettiva attorno al cloro, e contribuisce a prolungare la sua durata.
I materiali più comuni con cui si riempie un filtro a sabbia sono la sabbia silicea e il granulo vetroso o sabbia di vetro.
Non sono gli unici, come già accennato esiste e viene usata la zeolite, e anche l’antracite (granuli a base di carbone), entrambe oltre a proprietà fisiche hanno anche alcune proprietà chimiche interessanti.
Premetto che i filtri di piccole dimensioni, soprattutto i monoblocchi filtranti con capacità fino a 10 mc, anche cambiando letto filtrante non varieranno sensibilmente le loro proprietà.
Sono infatti limitati dalla modesta altezza del letto filtrante, per cui non si ottengono benefici apprezzabili.
In questi ultimi anni sono apparsi sul mercato del “fai da te” prodotti con cui riempire i filtri economici. Parliamo delle “sfere” o “palline di cotone” oppure ancora materiali “fibrosi” con nomi fantasiosi.
In effetti hanno un discreto effetto “barriera” che viene però annullato dal grave problema che manifestano: non si riescono a pulire efficacemente con un controlavaggio, per cui il risultato finale è un accumulo di materia organica all’interno del filtro con relativo aumento dei consumi di cloro e rischi sanitari importanti.
Nei filtri di dimensioni più grandi, oppure filtri destinati a piscine ad uso pubblico, il letto filtrante può essere composto a strati, a volte dello stesso materiale ma con granulometrie differenti, altre volte con composizioni di materiali diversi. Il fino è quello di rendere uniforme il deposito dello sporco, bloccando nei primi strati il materiale più grossolano e poi gradualmente quello più fino.
Questa scelta ha senso quando si tratta di altezze del letto filtrante superiori almeno ai 100 cm, e magari quando si possono impostare portate di flusso maggiori per i controlavaggi.
Questo termine indica la dimensione delle particelle che compongono il substrato filtrante. Nei filtri classici per le piscine private si impiega normalmente una unica granulometria, generalmente compresa fra 0,4 e 0,8 mm. In filtri più grandi (oltre il metro di diametro) possono essere impiegate granulometrie differenziate, si tratta di filtri multistrato. Questo ha lo scopo di migliorare la penetrazione dell’acqua attraverso il letto filtrante e di far depositare le particelle di sporco in modo graduale.
Si intende con questo termine il materiale che si mette nel filtro e che sarà attraversato dall’acqua. Può anche essere definito “substrato”.
Il più comune è la sabba silicea, ma in questi ultimi anni si sta affermando la sabbia di vetro, cioè materiale vetroso macinato. Quest’ultimo è molto meno sensibile alle incrostazioni calcaree, ed ha anche alcune proprietà fisiche che migliorano la qualità di filtrazione finale.
Un altro materiale interessante è la zeolite, un minerale che si ricava dalla macinatura di pietre vulcaniche particolari, ma viene oggi anche prodotta artificialmente.
Il vantaggio di questo materiale è di avere ottime capacità fisiche di trattenimento a causa della superficie altamente porosa, ma anche buone proprietà chimiche, essendo capace di fermare anche le clorammine ed altri composti dannosi che si formano in piscina.
Queste ultime proprietà non sono però ad oggi confermate da studi scientifici specifici.
Perché con uno svuotamento completo viene a mancare l'effetta "Azione/Reazione" e quindi le spinte del terreno non sono più controbilanciate dalla forza dell'acqua presente nella piscina. Pertanto possono verificarsi danni anche gravi alle strutture.
La portata di un filtro viene stabilita in base alla sua superficie e alla velocità di passaggio dell’acqua. Per cui un filtro di un diametro noto avrà portate differenti a seconda della velocità alla quale si fa passare l’acqua (e questo si ottiene con potenze differenti di elettropompa).
Come già detto, la velocità massima indicata per filtri ad uso domestico, la massima velocità di passaggio è 50, per cui è a questa velocità che il filtro avrà la sua massima portata possibile.
Se si aumenta ulteriormente la velocità di passaggio (installando una pompa con portata superiore a quanto indicato per quello specifico modello di filtro) si peggiora notevolmente la qualità della filtrazione, si aumenta la pressione di esercizio, e si verifica normalmente il fenomeno chiamato “effetto proiettile”. Cioè lo sporco, invece di rimanere nel filtro, viene “sparato” nuovamente in piscina.
Lo SKIMMER è un accessorio importantissimo per la piscina, in pratica è uno schiumatoio di superficie che raccoglie e trattiene, grazie all'effetto diga, le impurità fisiche presenti sul bordo dell'acqa. Può essere di tipo galleggiante oppure fisso.
Per velocità di passaggio di un filtro si intende la quantità di acqua che possiamo far passare attraverso una determinata superficie in un tempo determinato.
Nei filtro per piscine private, la velocità massima consentita è 50 metri cubi ad ora per metro quadrato.
Per altre piscine, con frequenze di utenti maggiori, si può anche scendere a velocità di 20 metri cubi ad ora per metro quadrato.
Cambiando la velocità (quantità) di acqua che si fa passare, cambia quindi la portata del filtro. Di seguito elenchiamo le portate massime a velocità 50, di alcuni tra i filtri più comuni utilizzati:
- Filtro Ø 400 mm – portata massima 6.000 litri/ora
- Filtro Ø 500 mm – portata massima 9.000 litri/ora
- Filtro Ø 600 mm – portata massima 14.000 litri/ora
- Filtro Ø 750 mm – portata massima 21.000 litri/ora
- Filtro Ø 900 mm – portata massima 30.000 litri/ora
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