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title: 'TECNICA - La tua Piscina - Pagina #2'
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## [ Filtro a sabbia ](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/filtro-a-sabbia)

Dettagli

Scritto da MarcoR

Categoria: [Tecnica](https://latuapiscina.it/blog/tecnica)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

Visite: 4867

- [ Filtro Piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/filtro-piscina)
- [ Filtro a sabbia ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/filtro-a-sabbia)

## **Nella maggior parte delle piscine, sia private che pubbliche, il sistema di filtrazione più utilizzato è quello con filtro a sabbia.**

Da secoli la filtrazione basata sul passaggio dell’acqua attraverso uno strato di sabbia è il metodo più efficace per la filtrazione. 
Grandi vasche piene di sabbia garantiscono la filtrazione di acqua potabile in antichi acquedotti romani utilizzati ancora ai giorni nostri. 
Nel tempo i sistemi si sono evoluti e soprattutto si sono comprese le leggi fisiche e chimiche che regolano una buona qualità di filtrazione. 
In questo articolo vogliamo affrontare solo le nozioni generali dei filtri a a sabbia impiegati nelle piscine private e pubbliche, che ancora oggi rappresentano il sistema più diffuso in Europa.

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### **Quali sono le caratteristiche del filtro a sabbia?**

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Il sistema è abbastanza semplice, **l’acqua passa attraverso uno strato più o meno alto e più o meno composto con granulometrie diverse, si depura depositandole dalle particelle di sporco e viene rimandata in piscina.**

Ma da questa prima definizione si può cominciare a capire che sono quindi importanti alcune caratteristiche:

- **L’altezza del letto filtrante**
- **La granulometria del substrato**
- **La velocità del passaggio dell’acqua**
- **La portata del filtro**
- **La composizione del letto filtrante**

I materiali con cui viene costruito un filtro sono tra i più vari, partendo dal poliestere per le serie più economiche, passando da materiali compositi fino ad arrivare ai sistemi bobinati in vetroresina. In alcune applicazioni particolari si usano anche filtri con scocca in acciaio e acciaio inox.

### **Funzionamento di un filtro a sabbia**

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Qualunque modello di filtro a sabbia è costituito internamente da un collettore di distribuzione in alto (A) e un collettore sul fondo (F+G), la posizione della valvola multivie (E) determina la direzione dei flussi dell’acqua e quindi la funzione che svolgerà il filtro.

- **FILTRAZIONE** Durante questa fase l’acqua entra nel filtro attraverso il collettore D, si distribuisce sul substrato filtrante al di sotto e lo attraversa (più o meno lentamente) depositando le impurità. Al termine del passaggio entra attraverso il collettore F attraverso le candelette (G) e quindi torna in piscina.
- **CONTROLAVAGGIO** Durante questa operazione il passaggio è inverso rispetto al precedente, serve esclusivamente a pulire il substrato filtrante. Quindi entrerà dal basso (F+G) , attraverserà lo strato di sabbia (o altro materiale che sia stato impiegato) smuovendolo per bene per rimuovere lo sporco depositato ed infine arriverà al collettore D che lo invierà alla valvola multivie (E) che provvederà ad inviare il tutto allo scarico. 
Le altre funzioni (posizioni) della valvola multivie le spiegheremo in uno specifico articolo.

Per ultimare la descrizione del filtro, spighiamo il significato degli altri componenti:

**A** e **B** – Manometro di controllo della pressione di esercizio e valvola di sfiato del filtro. 
**C** – Coperchio del filtro per l’ispezione delle condizioni della sabbia e manutenzione ordinaria. 
**D** – Diffusore dell’acqua, con il compito di distribuire uniformemente l’acqua di ingresso sulla superficie del filtro. 
**E** – Valvola multivie 
**F**– Collettore di fondo 
**G** – Candelette di barriera per la sabbia. 
**H** – Tappo di fondo per lo scarico dell’acqua contenuta filtro (operazione che si esegue a fine stagione). 
**I** – Supporto filtro 
**J** – Corpo filtro 
**K** – Valvola sfiato aria interna

### **Velocità, portata e altezza del letto filtrante di un filtro a sabbia**

Qui arriviamo ad un argomento abbastanza complicato, sono però queste le due caratteristiche fondamentali che determinano il filtro stesso, soprattutto sono i due valori che dobbiamo conoscere per scegliere il filtro più adatto per la piscina.

Riprendiamo le definizioni, considerando per prima la velocità. 
La **velocità massima di passaggio dell’acqua all’interno di un filtro**, è stata stabilita universalmente in **50 metri cubi/ora/metro quadro**. 
**Perché?** 
Perché a seguito di prove effettuate (dagli enti preposti alla determinazione delle caratteristiche tecniche di un prodotto, in Italia l’ente UNI) è stato valutato che fino a questa velocità la qualità di filtrazione è buona, invece superandola comincia a peggiorare. 
Questa è la velocità massima ammessa per i filtri ad uso in piscine domestiche ad uso privato, perchè se invece si parla di piscine ad uso pubblico le velocità scendono in modo importante, 40, 30, o anche 20 mc/h/mq.

**E’ quindi evidente che in un filtro, cambiando la velocità di passaggio dell’acqua, cambierà la portata finale.**

Ad esempio, prendiamo un filtro a sabbia con un diametro di 1050 mm, se lavoriamo ad una velocità di 50 mc/h/mq, avremo una portata massima di 43 mc/ora; con lo stesso filtro se scendiamo ad una velocità di 30 mc/h/mq, avremo una portata massima di 25 mc/ora.

L’ultimo aspetto che prendiamo in considerazione è **l’altezza del letto filtrante**. 
La pulizia dell’acqua avviene passando attraverso uno strato di materiale, è quindi abbastanza evidente che più sarà alto (o spesso) questo materiale e più tempo avrà lo sporco per riuscire a depositarsi. 
Per semplificare, se facciamo passare acqua sporca attraverso uno strato di sabbia alto 50 cm, avrò sicuramente una qualità di pulizia inferiore rispetto a far passare la stessa acqua attraverso uno strato alto 100 cm. 
Ad esempio la normativa riferita alle piscine ad uso pubblico (condominiali, turistico ricettive, pubbliche) non ammette altezze del letto filtrante inferiori ad 1 metro lineare.

**Concludendo: la qualità di filtrazione di un filtro, a parità di dimensione (diametro) è determinata dall’altezza del letto filtrante e dalla velocità di passaggio**.

E’ quindi abbastanza evidente quanto sia **importante la scelta di una pompa di potenza corretta** da abbinare al filtro, se vogliamo avere una qualità di filtrazione adeguata e performante.
Superare la velocità di 50 mc/h/mq significa peggiorare notevolmente la qualità di filtrazione, così come avere uno strato filtrante di altezza modesta, non mi garantirà una corretta pulizia.

### **E i filtri a sabbia per le piscine fuoriterra?**

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La maggior parte dei filtri dedicati alle piscine fuoriterra, sono anche chiamati **monoblocchi filtranti**, si tratta cioè di gruppi composti dal contenitore della sabbia abbinato ad una pompa di potenza e portata proporzionati al filtro.

**Perché c’è una differenza di prezzo così importante fra diversi modelli di gruppi filtranti monoblocco?** 
Per le ragioni descritte prima: velocità di filtrazione e altezza del letto filtrante. 
Certamente anche la qualità dei materiali è molto diversa, ma la vera discriminante sta proprio nelle due caratteristiche descritte prima.

**Facciamo un esempio pratico.**

Una nota marca cinese di monoblocchi filtranti dichiara che un il suo gruppo da 8 mc/ora di portata, ha bisogno di un quantitativo di sabbia per il filtro pari a Kg 35. 
Un monoblocco europeo di altra nota marca, per un gruppo di filtrazione da 8 mc/ora dichiara che nel suo filtro occorrono Kg 100 di sabbia. 
**E’ abbastanza ovvio che il volume occupato da 35 kg di sabbia è decisamente inferiore a quello occupato da 100 kg!** 
E’ altrettanto evidente che la superficie filtrante e l’altezza del substrato saranno decisamente inferiori nel primo caso rispetto al secondo.

**Quale filtrerà correttamente secondo voi?**

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###
**Manutenzione di un filtro a sabbia**

La manutenzione più frequente da fare è il **controlavaggio**, cioè l’inversione del flusso dell’acqua che provoca il “ribollire” della sabbia e quindi permette allo sporco accumulato di scorrere via con l’acqua dallo scarico. 
Di questo spieghiamo meglio in questo articolo.

**Ogni anno**, quando ci si appresta ad affrontare l’inverno oppure quando si decide di mettere a riposo la piscina, è fondamentale effettuare una verifica delle **condizioni del letto filtrante**. 
Si dovrà aprire il coperchio superiore e quindi aprire lo scarico di fondo del filtro per lo svuotamento completo dell’acqua. L’operazione serve a controllare che il substrato (sabbia, granuli di vetro o altro) abbia una consistenza corretta, non siano presenti agglomerati causati dal calcio, oppure detriti di grosse dimensioni.

Eseguire con regolarità questa manutenzione preserva da brutte sorprese nel tempo, soprattutto evita che l’eventuale calcificazione della sabbia (molto comune con le acque mediterranee), peggiori drasticamente la qualità della filtrazione.

**Un’altra operazione molto consigliata è la sanificazione.** 
Il filtro è un ambiente chiuso caldo e umido, la condizione ideale per la **formazione** **e lo sviluppo di colonie batteriche, di virus e altri microrganismi.** Inoltre vi sono parti del filtro che vengono poco “toccate” dal passaggio dell’acqua (per esempio al di sotto delle candelette sul fondo). Esistono batteri che sono molto resistenti anche al cloro, come ad esempio lo [Pseudomonas Aeruginosa](https://it.wikipedia.org/wiki/Pseudomonas_aeruginosa), principale causa delle otiti e delle congiuntiviti. 
Per queste ragioni è buona norma procedere annualmente ad una disinfezione profonda, magari preceduta da una decalcificazione. 
In questo articolo spieghiamo i dettagli.

### **Dimensionamento del filtro a sabbia**

**Come scegliere la dimensione del filtro a sabbia adatto alla nostra piscina?**

Si parte anzitutto dalla volume della piscina e poi si calcola il tempo di ricircolo. Il volume è dato dalla dimensione delle vasca principale e al quale andrà sommato (quando presente) anche il volume della vasca di compenso. 
Il tempo di ricircolo è quell’intervallo nel quale vogliamo far ricircolare completamente l’intero volume della vasca. Per esempio, se ho un volume di acqua complessivo di 50 mc e voglio farlo ricircolare in 3 ore, avrò bisogno di una portata di 16,66 mc/ora (50:3=16,66). 
**Ma come si stabilisce il tempo di ricircolo?** 
Esistono normative che indicano tempi massimi per vari tipi di vasche ed in funzione dell’utilizzo, ma ci sono anche altri parametri dei quali possiamo tenere conto nella valutazione. 
Il dato di partenza è che una piscina privata il **tempo massimo di ricircolo è stabilito in 6 ore** secondo la norma UNI attuale. 
Questo è il tempo massimo, ma ci sono altri parametri con i quali fare una corretta valutazione, come ad esempio il numero di persone che utilizzerà la piscina, se saranno bambini, se ci sono fonti esterne di inquinamento (alberi, vegetazione o venti costanti), se la piscina è in pieno sole tutto il giorno, e altri ancora. 
Per cui il valore di 6 ore può scendere molto, fino anche a 3 o 2 ore. 
Questo permetterà di filtrare in modo corretto ed efficiente, ma non inciderà sul numero di ore complessive di filtrazione, perché dipendono dalla temperatura dell’acqua.

**Perché occorre far circolare il volume della piscina più volte in un giorno?**

**Perché un buon filtro a sabbia è in grado di trattenere il 50%** di impurità ad ogni passaggio. 
Per cui, al primo passaggio tratteniamo il 50%, nel secondo tratteniamo un ulteriore 25% (il 50% del 50%) e così via. Ma nel frattempo continuano ad arrivare in piscina altri inquinanti, insetti, persone, polvere, ecc. **Ecco spiegato semplicemente perché occorrono più passaggi giornalieri**.

**Quindi, proseguendo nella valutazione del dimensionamento del gruppo di filtrazione, possiamo dire che non solo le regole generali incidono nella scelta (Norme UNI) ma anche valutazioni di utilizzo e di condizioni particolari della piscina stessa.**

**Continuando nell’esempio di una piscina di 50 mc di capacità, possiamo sviluppare il seguente ragionamento:**

- **A** – Tempo massimo di 6 ore = portata minima filtro di 8,33 mc/ora
- **B** – Tempo massimo di 4 ore = portata minima filtro di 12,50 mc/ora
- **C** – Tempo massimo di 2 ore = portata minima filtro di 25 mc/ora

Quindi:

- **Caso A** = filtro di diametro mm 500 (cm 50)
- **Caso B** = filtro di diametro mm 600 (cm 60)
- **Caso C** = filtro di diametro mm 800 (cm 80)

Ovviamente, a seconda della soluzione attuata, l’impianto e il numero dei componenti idraulici può variare sensibilmente, e questo spiegherà (almeno in parte) perché ci sono differenze fra un costruttore ed un altro.

### **Ma quanto tempo devo filtrare? (pompa accesa)**

**La qualità del filtro, o meglio, la qualità della filtrazione, non determina il tempo complessivo di filtrazione.**

**Il parametro che si deve utilizzare per regolare i tempi di filtrazione è la temperatura dell’acqua**, tenendo poi conto anche del numero dei bagnanti e dell’ambiente (soprattutto vegetazione) che abbiamo intorno alla piscina. Va comunque sempre ricordato che la maggior quantità dello sporco in una piscina si deposita sulla superficie, se non viene rapidamente raccolto e inviato alla filtrazione (attraverso skimmer o bordi sfioratori) si appesantirà e tenderà a depositarsi sul fondo.

La regola da sempre adottata e riconosciuta da tutti gli organismi internazionali è la seguente:

- **Temperatura dell’acqua fino a 20°C: almeno 8 ore al giorno**
- **Temperatura dell’acqua da 20 a 25°C: almeno 10 ore al giorno**
- **Temperatura dell’acqua da 26 a 28°C: almeno 12 ore al giorno**
- **Temperature oltre i 28°C: aggiungere un’ora per ogni grado in più.**

La regola vale per filtri a sabbia ma anche per filtri a cartuccia e di qualunque altro tipo, ed è una base per impianti che sono stati dimensionati correttamente secondo i parametri che abbiamo indicato in questo articolo. E’ evidente che in piscine con impianti poco performanti oppure con elevata frequenza devono essere adeguatamente aumentati. 

**Per la spiegazione dei termini tecnici utilizzati in questo articolo vi [rimandiamo alle nostre FAQ (Domande frequenti)](https://latuapiscina.it/faq)**

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## [ Filtro a cartuccia ](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/filtro-a-cartuccia)

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Scritto da MarcoR

Categoria: [Tecnica](https://latuapiscina.it/blog/tecnica)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

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- [ Filtro Piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/filtro-piscina)
- [ Filtro a cartuccia ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/filtro-a-cartuccia)

## **Come funziona**

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Questo tipo di filtro, impiega una cartuccia cilindrica realizzata con materiali a base di cellulosa e poliammide ripiegata numerose volte in modo da creare un’ampia superficie filtrante. 
In pratica sfrutta l’azione “setaccio” come unica possibilità di trattenimento.
Ovviamente, maggiore è la capacità di trattenimento e maggiore sarà lo sporco che si accumula, e quindi si dovrà pulire più frequentemente.

L’efficacia è molto buona, raggiungono filtrazioni molto “spinte”, e superiori a quelle di un filtro tradizionale a sabbia, per questo motivo vengono impiegati efficacemente nelle SPA, nelle minipiscine e nelle piscine interne.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/filtrocart/2.jpg)

Non hanno, nella maggior parte dei casi, sistemi di contro lavaggio manuale o automatico, per cui la pulizia viene effettuata estraendo la cartuccia filtrante e lavandola con un getto d’acqua potente. E’ evidente che l’operazione non è semplicissima e occorre “mettere mano” nello sporco.

Tuttavia possono essere molto utili soprattutto quando non sia possibile lo scarico diretto delle acque di controlavaggio, come ad esempio le piscine dotate di acqua salata per l’elettrolisi (le normative in vigore vietano lo scarico di acque con salinità elevata). Un altro motivo per il loro utilizzo sono un minore ingombro rispetto ad un filtro con pari portata ma a sabbia, per cui si adattano meglio a locali tecnici di piccole dimensione.

### **Sono efficaci?**

Senza dubbio si, a condizione che siano apparecchi professionali. 
Per chiarire meglio, **non hanno nulla a che fare con i filtri che equipaggiano le piscine fuoriterra di tipo economico**.

La durata fisica della cartuccia filtrante è in media di 2-3 anni, anche lavandola accuratamente, si arriva al punto di saturare la sua porosità e diventa necessaria la sostituzione. 
Se l’acqua della piscina è molto ricca di calcio e/o sali minerali, la durata può anche essere inferiore ad 1 anno. 
Si può allungare questo periodo lasciando immersa per 24 ore la cartuccia in una soluzione disincrostante, successivamente si sciacqua abbondantemente la cartuccia con acqua pulita.

Un’altra avvertenza va fatta sui prodotti utilizzati per la manutenzione dell’acqua, occorre ricordare che se si dispone di questo tipo di filtri, **non dovranno mai essere impiegati prodotti flocculanti ed alcuni alghicidi di ultima generazione, a base di sali poliquaternari**. 
La conseguenza sarà il rapido intasamento del filtro e, di solito, l’impossibilità a ripristinarlo.

Come già accennato, il circuito di funzionamento è molto semplice, l’acqua della piscina entra ne filtro e ne fuoriesce da una seconda apertura, non ci sono valvole deviatrici, ma solo una valvola di arresto all’ingresso e all’uscita delle tubazioni, per evitare ritorni di acqua all’interno dl locale tecnico durante le operazioni di manutenzione. La velocità di filtrazione è di solito abbastanza bassa, circa 2-3 mc/ora a mq di superficie filtrante. Questo perché il sistema di piegatura a soffietto della cartuccia filtrante consente una vasta superficie di passaggio, molto superiore, a parità di dimensione esterna, rispetto ad un filtro a sabbia. Per fare un esempio concreto, un filtro a sabbia con portata di 14 mc/ora ha una superficie filtrante di 0,29 mq; un filtro a cartuccia con portata di 12 mc/ora ha una superficie filtrante di 4,6 mq.

I dati appena forniti non devono trarre in inganno, perchè se ne potrebbe dedurre un enorme vantaggio del filtro a cartuccia rispetto a quello a sabbia, in realtà **la minore superficie filtrante del filtro a sabbia è abbondantemente compensata dalla profondità del letto di sabbia**, mentre per quello a cartuccia abbiamo esclusivamente una superficie piana, senza profondità.

In ogni caso, la vera ragione per cui nelle piscine professionali si preferisce l’uso del più tradizionale filtro a sabbia è la maggior facilità di manutenzione e la maggior tolleranza a intervalli di intervento distanziati nel tempo, oltre alla possibilità di utilizzare qualunque prodotto per la manutenzione dell’acqua.

### **Perché i filtri a cartuccia delle piscine economiche sono poco efficienti?**

La ragione è abbastanza semplice, devono essere contenuti al massimo i costi, per cui la qualità dei materiali impiegati, la loro durata e l’efficienza sono ridotti al minimo. 
Le dimensioni e le portate sono minime, tanto da costringere a pulizie giornaliere e spesso al cambio della cartuccia settimanale.

Vale un po’ il concetto espresso nel nostro [articolo sui filtri a sabbia](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/filtro-a-sabbia), nel quale spieghiamo le differenze tecniche.

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## [ Bio Piscine e Piscine Naturali ](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/bio-piscine-e-piscine-naturali)

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Scritto da MarcoR

Categoria: [Tecnica](https://latuapiscina.it/blog/tecnica)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

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- [ Bio piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/bio-piscina)
- [ Piscina naturale ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/piscina-naturale)
- [ Bio ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/bio)
- [ Bio design ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/bio-design)
- [ Naturale ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/naturale)

Biopiscine, piscine naturali, laghetti balneabili, biodesign, piscine senza trattamento… 
Sono tutti sinonimi che ci fanno pensare ad un **risultato più naturale ed esteticamente più gradevole della tradizionale piscina**. 
Alcuni piani regolatori impongono esclusivamente queste scelte, vietando una classica piscina.

## **Piscine naturali, cosa sono?**

Si sta sempre più sviluppando una maggiore attenzione all’ambiente, parole come sostenibile, biologico, naturale, sono diventate comuni in ogni ambito, spesso però con grande confusione e approssimazione.

Se da un lato **è vero che la natura senza l’intervento umano ci regala spettacoli unici, è altrettanto vero che molti aspetti di questa “natura incontaminata” ci piacciono molto meno e non siamo disposti ad accettarli e a conviverci.**

Anche nel mondo della piscina da anni si parla di minor impatto ambientale, di sostenibilità, di riduzione degli sprechi d’acqua e dei consumi elettrici. 
**Molte di questi obiettivi sono raggiungibili con le tecnologie più moderne, sono efficaci e funzionali**, ma non vanno confusi questi aspetti con il “biologico” e il “naturale”, cioè con quello che è l’aspetto estetico di una piscina. 
Occorre avere consapevolezza del significato corretto del concetto di naturale e biologico che non sempre (quasi mai) si accompagna con comfort e gestione in sicurezza sanitaria della piscina. 
Proviamo a fare chiarezza.

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### **Biopiscine o Laghi balneabili**

Si tratta di specchi d’acqua o piscine che prevedono un equilibrio dell’acqua e condizioni di balneabilità che **si raggiungono con il solo apporto della fitodepurazione** senza interventi particolari di aggiunta di prodotti integrativi e/o filtrazioni particolari. 
In questo tipo di soluzione **è necessaria una superficie molto vasta dello specchio d’acqu**a e normalmente la parte destinata alla fitodepurazione deve essere dalle 3 alle 8 volte maggiore rispetto a quella destinata alla balneazione. 
Il numero di bagnanti deve essere limitato e regolato in funzione della dimensione, e dovranno essere presenti zone con profondità elevata per poter garantire temperature più basse. 
Inoltre, **saranno presenti insetti e animali che frequentano normalmente questo tipo di acque** (avete presente i laghetti di montagna?) e potrà capitare che le condizioni climatiche (caldo molto intenso, estati siccitose, freddi improvvisi) alterino per periodi più o meno lunghi le condizioni ottimali impedendo la balneazione. 
Chiaramente le zone climatiche influenzano la possibilità di utilizzo della piscina, per cui sono da preferire zone montane nelle quali le temperature notturne si abbassano molto.

Senza alcun dubbio questa è la **soluzione più naturale ed ecocompatibile**, dal punto di vista estetico è bellissima, ma… 
Hai un giardino di dimensioni davvero importanti? Sei disposto a fare il bagno con animaletti che nuotano con te? Sei disposto ad accettare la possibilità che l’odore sia a volte poco sopportabile? Sei disposto a far fare frequenti analisi microbiologiche (in laboratori specializzati) per accertarti che le condizioni dell’acqua siano sicure?

Senza queste condizioni inevitabili, non sarà la piscina più adatta alle tue esigenze.

### **Piscine naturali**

Soluzioni diverse dalla piscina biologica “pura” sono possibili, e in questo caso si fa ricorso alla tecnologia, **integrando impianti di filtrazione, di decantazione dei fanghi, di trattamento dell’acqua con sistemi UV e/o sistemi di controllo di fosfati ed altri elementi chimici**.

In pratica una parte del lavoro che verrebbe svolto dalle piante con la fitodepurazione, viene svolto da filtri meccanici e da sistemi di controllo chimico, in modo da compensare anche situazioni di stress provocate da un eccesso di bagnanti o da temperature troppo elevate.

[![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/biopiscine/2.jpg)](https://latuapiscina.it/images/documenti/Depliant/pieghevole%20Aquaforte%202022_acquapro.pdf)

Le possibilità sono moltissime, più o meno “spinte” a seconda del risultato che si vuole ottenere. 
**Non vengono utilizzanti disinfettanti od ossidanti tradizionali come il cloro o l’ossigeno**, ma si mantiene un buon equilibrio attraverso la disinfezione con i raggi ultravioletti e il controllo dei fosfati (causa principale della formazione delle alghe).

Un esempio specifico di alcune soluzioni [lo trovate qui](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/biopiscine/pieghevole-Aquaforte-2022_acquapro.pdf), un documento Guida alle piscine naturali che illustra bene alcune tra le possibili soluzioni.

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### **Piscine dal disegno naturale bio design**

Questa è un’altra categoria che genera un pò di confusione agli utenti finali, cosa c’è di naturale o di bio in questo tipo di soluzione?

La forma, il disegno, l’ambientazione, ma il trattamento dell’acqua è sempre delegato ad un tradizionale sistema di filtrazione identico a quello delle piscine tradizionali.

L’aspetto estetico è però di grande impatto, simula un bacino naturale, diverso dalle soluzioni più tradizionali, senza dubbio può piacere a molti.

Di solito viene realizzato con uno scavo che modella sul terreno la forma finale desiderata, poi viene steso un telo impermeabile, vengono posate le tubazioni, i vari accessori interni (bocchette, skimmer, luci, ecc.) ed infone viene posata in più passate una resina con granuli minerali. 
Dall’esempio in foto si può appunto notare che sono presenti gli skimmer e le bocchette di immissione.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/biopiscine/3.jpg)

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**Limiti e rischi di questo tipo di soluzione**

L’ho detto, di “bio” o di “naturale” qui c’è solo la forma, per cui se ciò che desiderate è davvero una soluzione biologico o ecologica, non è questa. 
L’acqua viene tratta chimicamente esattamente come una piscina classica.

Ma ci sono anche altri rischi. 
Dalla mia personale esperienza, il mantenimento di questo tipo di soluzione è molto complesso, spesso i problemi a cui si va incontro sono molto gravi.

La ragione principale sta nella finitura estetica della piscina stessa, queste resine che compongono le pareti della vasca non sono impermeabili, per cui si possono creare (fra il telo impermeabile e la resina) delle sacche di acqua molto difficili da tenere pulite che tendono a lasciar proliferare le alghe. 
La conseguenza è una manutenzione molto complicata, la necessità di mantenere alti livelli di cloro e soprattutto una notevole difficoltà nel tenere pulite queste superfici molto porose.

Purtroppo sono numerosi i casi, anche personalmente trattati, di clienti estremamente insoddisfatti e di situazioni impossibili da mantenere correttamente.

### **Conclusioni**

Le piscine naturali sono esteticamente molto belle, ma non sono una soluzione adatta a tutte le esigenze. 
**Ogni progetto, ogni soluzione va studiata nei minimi dettagli** e soprattutto occorre essere consapevoli dei vantaggi e dei rischi di una scelta di questo tipo. 
Diffidate di chi la fa troppo semplice, chi non vi chiede quale è il risultato finale che vi aspettate, chi ha troppa disinvoltura nel consigliarvi la piscina naturale come facile e priva di difficoltà. 
Per esperienza, sono tanti quelli che dopo il primo entusiasmo si accorgono delle difficoltà e della cura che è sempre necessaria ad un prodotto di questo tipo.

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## [ La filtrazione nelle piscine ](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/la-filtrazione-nelle-piscine)

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Scritto da Marcor

Categoria: [Tecnica](https://latuapiscina.it/blog/tecnica)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

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- [ Filtrazione ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/filtrazione)
- [ Filtro a cartuccia ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/filtro-a-cartuccia)
- [ Filtro a sabbia ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/filtro-a-sabbia)
- [ Palline di cotone ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/palline-di-cotone)
- [ Tipi di filtro ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/tipi-di-filtro)

## **A cosa serve la filtrazione in piscina?**

Sembra una domanda banale, e molti risponderanno: per togliere lo sporco!

Ma oltre ad una questione estetica, la ragione fondamentale per la quale è indispensabile eliminare prima possibile lo sporco in piscina è quello di evitare che l’accumulo di sporco faciliti lo sviluppo di micro organismi pericolosi per la salute umana.

Di solito lo sporco in piscina è costituito da materiale organico: insetti, foglie, residui vegetali, pollini, senza contare ciò che i bagnanti rilasciano in acqua: residui di creme abbronzanti, di pelle, capelli, sudore e… altro.

Per queste ragioni, **per mantenere una piscina nelle condizioni ottimali, sono fondamentali due azioni: una fisica che è la filtrazione, ed una chimica che è l’ossidazione e disinfezione.**

Lo sporco che si accumula in una piscina, rimane confinato principalmente sulla superficie, galleggia, fino a quando non si appesantisce assorbendo acqua e ricade sul fondo della vasca. Per questa ragione è fondamentale avere una buon “ripresa di superficie” cioè un sistema che accompagni il più velocemente possibile lo sporco verso uno sfioro oppure verso una skimmer.

Ora, **proviamo ad approfondire un po di più come avviene la filtrazione.**
L’acqua prelevata dalla superficie deve passare attraverso un dispositivo (filtro) che ha il compito di trattenere la maggior parte possibile della materia organica. 
Affinché il funzionamento sia efficace, non è sufficiente un solo passaggio dell’acqua, ma ne occorrono molti. 
Perché? 
Perché **anche un buon filtro a sabbia non è in grado in un unico passaggio di trattenere tutte le impurità**. Si calcola che occorrano almeno 4-5 passaggi prima di avere un risultato ottimale. 
E questo si spiega in modo semplice: al primo passaggio il filtro trattiene il 40-50% dello sporco, al secondo passaggio tratterrà il 40-50% dello sporco rimasto con l’aggiunta di quello che nel frattempo è entrato in piscina, e così via, senza mai però poter raggiungere la perfezione, perché in pochi minuti si accumulerà altro sporco sulla superficie.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/trattamento/filtrazione/umani_piscina.jpg)

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**Perché è importante filtrare?**

Il motivo è che lo sporco che arriva in piscina è soprattutto di origine organica (foglie, insetti, pollini, sudore, muco, ecc.) ed è il terreno ideale per la formazione e sviluppo di virus, batteri e alghe. 
Più materia organica riusciamo a togliere dall’acqua e minore sarà la necessità di trattamenti chimici.

**Si, esatto, se si vuole ridurre la quantità di prodotto chimico da mettere in una piscina, la prima soluzione è disporre di un ottimo impianto di filtrazione e filtrare molte ore!**

**La maggior parte dello sporco in una piscina arriva sempre dalla superficie, perché l’acqua è una calamita potentissima!** 
Tutto ciò che “vola” in aria, viene attratto, inoltre sono molti gli insetti che si avvinano per bere. Ma anche i residui di pelle, di sudore, di creme solari, si posizionano nei primi 15 cm di acqua.

Per questo **una piscina che non ha almeno uno [skimmer](https://latuapiscina.it/cerca-nel-sito/domande-frequenti) è una piscina destinata a grossi problemi** e continua necessità di pulire il fondo.

### **Come si arriva ad un buon risultato?**

Anzitutto con un buon impianto di filtrazione, cioè un sistema ben calcolato in funzione del volume di acqua e dell’uso che si fa della piscina. 
Poi con le ore di filtrazione, cioè con il tempo di accensione di molte ore del sistema pompa-filtro. 
[Leggi anche questo articolo](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/filtro-a-sabbia) 
In ultimo con una manutenzione adeguata, cioè controlavaggi o pulizia della cartuccia filtrante, a seconda del tipo di filtro in uso e, periodicamente anche una disinfezione specifica dell’intero filtro.

### **Tipi di filtro**

L’ho scritto molte volte, più del tipo di filtro è importante la qualità della filtrazione. 
Non è la tipologia di filtro che produce migliori o peggiori risultati, ma la sua qualità di progettazione e costruzione. 
In Italia la maggior parte delle persone identifica nel filtro a sabbia la miglior soluzione ma, ad esempio negli USA, il filtro più diffuso è quello a cartuccia. 
Il punto è che esistono filtri di buona qualità e filtri di cattiva qualità, indipendentemente dalla tipologia. 
Per fare un paragone comprensibile, nel momento in cui dico automobile ho un’idea di qualcosa, ma esistono automobili a pedali e automobili a motore. Una è un giocattolo, l’altra è un mezzo per viaggiare. 
Per questi ed altri motivi, è difficile se non impossibile affermare quale sia il miglior filtro, esattamente come rispondere alla domanda di “quale sia la miglior automobile. 
Dipende. 
Qualità dei materiali, qualità di filtrazione, tecnologia, praticità, ed anche il budget disponibile, sono elementi che definiscono in ultimo quale sia il prodotto migliore. 
Rimane però evidente che a parità di portate e di tipologia di filtro, una elevata differenza di prezzo non è mai giustificabile. Significa che se acquistate un gruppo di filtrazione a 100 euro, non potete aspettarvi qualità e prestazioni di un gruppo analogo che ne costa 600.

### **Filtro a sabbia**

E’ senza dubbio la tecnologia più diffusa per qualunque dimensione di piscina. Dalla piccola piscina familiare per arrivare alle grandi piscine pubbliche o ai parchi acquatici. 
Ne abbiamo parlato diffusamente in [questo articolo](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/filtro-a-sabbia).

I vantaggi principali sono la semplicità nella manutenzione e la durata del prodotto, ma soprattutto la disponibilità di dimensioni e portate per piscine di qualunque dimensione.

### **Filtro a cartuccia**

Molto più semplici e compatti rispetto ad un filtro a sabbia, hanno spesso una ottima capacità di trattenimento, sono cioè in grado di fermare particelle molto piccole, arrivano anche fino a 30 micron, per contro hanno una manutenzione (pulizia) un pò più scomoda, rispetto ai filtri a sabbia. 
Un [articolo più approfondito](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/filtro-a-cartuccia) lo trovate qui

Nelle piscine fuoriterra di tipo economico sono spesso la dotazione di serie, tuttavia in questo specifico caso la loro qualità, durata ed efficacia sono molto deludenti, costringono a lavaggi anche giornalieri e a sostituzioni molto frequenti. L’aspetto economico qui è prevalente e risultano normalmente insufficienti.

### **Ultrafiltrazione**

Recentemente la ricerca di soluzioni più efficaci per la filtrazione dell’acqua di piscina ha immesso sul mercato una serie di prodotti molto interessanti con sistemi in grado di trattenere anche micro particelle arrivando fino a batteri e virus.

Si tratta di sistemi basati su batterie di cartucce utilizzate anche in campo medico per la dialisi. 
Il brevetto Israeliano è in uno stadio avanzato di test e alcune applicazioni stanno confermando prestazioni molto efficaci e performanti, utilizzandoli anche per la potabilizzazione dell’acqua.

Per il momento sono adatti sostanzialmente a piscine interne, in quanto l’elevato livello di filtrazione costringe a frequenti manutenzioni per le piscine esterne interessate a sporco proveniente da vegetazione e insetti.

Su questo realizzeremo, appena finiti i test, un articolo specifico.

### **Altri tipi di filtri**

Quelli illustrati fin qui sono i filtri più comuni utilizzati in piscina, tuttavia il mercato propone costantemente novità, spesso però più mirate a “illusioni” che non ad un effettivo risultato finale. 
Mi riferisco ad esempio a quei filtri con substrati formati da palline di cotone e similari. 
All’apparenza molto performanti ma nei fatti molto difficili da pulire fino a diventare in realtà un “vivaio” di patogeni costantemente a contatto con l’acqua.

L’ho affermato molte volte, raramente le “scorciatoie” a buon mercato portano risultati apprezzabili.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/trattamento/filtrazione/filtro_cotone.jpg)

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/come%20non%20costruire/intro.jpg)

## [ Come (non) costruire una piscina ](https://latuapiscina.it/blog/tecnica/come-non-costruire-una-piscina)

Dettagli

Scritto da MarcoR

Categoria: [Tecnica](https://latuapiscina.it/blog/tecnica)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

Visite: 1139

- [ Costruzione piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/costruzione-piscina)
- [ Errori piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/errori-piscina)
- [ Piscina mal fatta ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/piscina-mal-fatta)

Spesso la domanda è: quale è la miglior tecnica di costruzione di una piscina? 
La risposta è sempre: dipende! 
Il problema è raramente la tecnica costruttiva e i materiali a causare problemi, ma la sottovalutazione o la non conoscenza delle caratteristiche di ciascun prodotto che si usa.

Qualche tempo fa siamo stati chiamati per intervenire su una piscina realizzata nel 2014, il cliente lamentava perdite di acqua e non riusciva a capire da cosa dipendesse. 
Premesso che non si tratta di una nostra realizzazione, abbiamo cominciato ad indagare per capire come fosse stata realizzata e, fortunatamente, il cliente aveva scattato qualche foto durante i lavori, da queste è stato possibile farsi una prima idea per indagare sulle cause e sui possibili interventi.

### **E' un problema di materiali?** 

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/come%20non%20costruire/Foto04.jpg)

La struttura è stata realizzata con l’impiego di casseri in polistirene a perdere (EPS) armatura con ferri verticale e orizzontale ed infine getto in calcestruzzo.

Il rivestimento finale è stato fatto in PVC armato, i componenti idraulici impiegati sono di buona qualità. 
Non stiamo quindi parlando di una piscina fatta “al risparmio”, ma di errori grossolani nella realizzazione della parte impiantistica.

Mancanza di competenza? Inesperienza? Probabilmente tutti questi insieme, perché si tratta di tecnica di base, anche il semplice ragionamento e il buon senso sarebbe potuto bastare per evitarli.

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**Quali sono gli errori?**

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/come%20non%20costruire/Foto01.jpg)

Nella foto si vedono i particolari del montaggio della parte di immissione, cioè il flusso dell’acqua che dopo aver attraversato il filtro viene re immesso in piscina.

In questo caso gli immissori sono stati posizionati sulla scala romana (la parte arrotondata che si intravede), scelta condivisibile, perché aiutano anche a mantenere puliti gli scalini.

Una prima considerazione la facciamo sul dimensionamento delle tubazioni. Su una tubazione generale da Ø 50 mm (come quella in foto), non si dovrebbero inserire più di due immissori.

In questo specifico caso, essendo 3 gli immissori, sarebbe stato opportuno utilizzare la tubazione principale nel Ø 63 mm e passare al Ø 50 nel tratto di tubazione del singolo immissore.

Si tratta comunque di un errore veniale, per il quale solo i più esperti si possono rendere conto e, soprattutto, un errore del quale il cliente finale non si accorgerà perché le conseguenze non sono drammatiche.

L’errore grave è indicato dai bollini con il n. 1
Non si deve mai, per nessuna ragione, uscire dall’accessorio con il tubo flessibile diretto senza utilizzare una curva!
Non solo, è assolutamente necessario che tra l’accessorio e la platea inferiore (per intenderci la base della piscina) venga utilizzato un tratto verticale in PVC rigido.

Il motivo fondamentale è quello di evitare che il carico di terreno sopra le tubazioni, con il passare del tempo e quindi con gli assestamenti inevitabili, danneggi le tubazioni fino ad arrivare alla rottura.

### **E' un solo errore?**

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/come%20non%20costruire/Foto02.jpg)

No, ce ne sono altri…

In questa foto possiamo vedere ancora come sia stato installato lo skimmer, anche qui senza il necessario tratto di tubo rigido per il collegamento a terra sulla platea, ed anche il pozzetto di riempimento automatico (quello per il momento appoggiato sul muro) è stato collegato impiegando esclusivamente tubo PVC flessibile, senza curve e senza tronchetti in PVC rigido.

Un ulteriore errore è il collegamento del troppo pieno della piscina (quello che si vede con il tratto di tubo verde) che esce ad una quota superiore a quella dello skimmer stesso. Ovviamente non funzionerà, perché uscirà prima l’acqua dalla piscina rispetto al troppo pieno.

Un altro errore molto grave è quello che si nota sul fondo del muro: i tubi non sono stati coperti con calcestruzzo, quindi non sono stati protetti, potranno essere danneggiati, durante l’assestamento, dai sassi inevitabilmente presenti nel terriccio di riempimento.

### **E per finire...**

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/come%20non%20costruire/Foto03.jpg)

In ultimo, ecco come si è proceduto al riempimento dello spazio intorno alla piscina.

Uno scavatore per eseguire il riempimento ha “passeggiato” intorno al muro della vasca, comprimendo il terreno e schiacciando le tubazioni.

In pratica è stato accelerato un processo che sarebbe comunque avvenuto, per mettere in crisi l’impianto sarebbe bastato il solo assestamento naturale del terreno.

### **Considerazioni**

In conclusione, tutto quello che era prevedibile è accaduto.

A distanza di alcuni mesi, sono diventate evidenti le perdite di acqua, all’inizio giustificate con l’evaporazione e con gli assestamenti del rivestimento, ma presto ci si è resi conto che il problema era più grave.

Con il tempo, sia l’assestamento del terreno che la mancata copertura delle tubazioni ha provocato schiacciamenti, rotture e anche distacco dei collegamenti idraulici fra tubazioni e accessori.

Intervenire per eliminare i problemi causati da questo lavoro, è stata una impresa molto costosa, soprattutto a causa delle demolizioni e ripristino delle pavimentazioni, rifare tutte le tubazioni e gli incollaggi.

Per questo il prezzo non può essere l’unica discriminante nella scelta di un fornitore piuttosto che un altro.

Capiamo perfettamente che la scelta non è facile, ma così come non ci affidiamo al primo che passa quando scegliamo un medico, o un dentista, o un commercialista, abituiamoci ad indagare meglio su chi sia l’azienda che scegliamo, prendiamo informazioni, chiediamo referenze.

Non basta essere costruttori edili per sapere come si opera in questo specifico campo, occorre esperienza specifica, conoscenza dei materiali, conoscenza delle dinamiche che si sviluppano intorno ad una piscina, un buon senso pratico per capire nelle varie situazioni quale sia la soluzione migliore.

Soprattutto, cerchiamo (se possibile) di scegliere qualcuno che non abbia sede a centinaia di chilometri di distanza (salvo che non si tratti di organizzazioni con sedi diffuse), perché una volta ultimati i lavori e incassato, difficilmente potremo nuovamente rivederli.

### **Quindi come si fa?**

Un paio di foto di una situazione analoga per spiegare invece come invece si dovrebbe operare, cioè di come si devono montare gli accessori idraulici per non avere problemi di sfilamento e rottura.

Ovviamente, la parte in basso, quella del tubo flessibile, per intenderci, dovrà essere adeguatamente protetta con malta cementizia per evitare schiacciamenti e rotture durante l’interramento.

Anche la parte verticale, durante il riempimento, dovrà essere protetta dalle rotture accidentali.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/tecnica/come%20non%20costruire/image-199x300.jpg)

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