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Come (non) costruire una piscina

Spesso la domanda è: quale è la miglior tecnica di costruzione di una piscina?
La risposta è sempre: dipende!
Il problema è raramente la tecnica costruttiva e i materiali a causare problemi, ma la sottovalutazione o la non conoscenza delle caratteristiche di ciascun prodotto che si usa.

Qualche tempo fa siamo stati chiamati per intervenire su una piscina realizzata nel 2014, il cliente lamentava perdite di acqua e non riusciva a capire da cosa dipendesse.
Premesso che non si tratta di una nostra realizzazione, abbiamo cominciato ad indagare per capire come fosse stata realizzata e, fortunatamente, il cliente aveva scattato qualche foto durante i lavori, da queste è stato possibile farsi una prima idea per indagare sulle cause e sui possibili interventi.

E' un problema di materiali?

La struttura è stata realizzata con l’impiego di casseri in polistirene a perdere (EPS) armatura con ferri verticale e orizzontale ed infine getto in calcestruzzo.

Il rivestimento finale è stato fatto in PVC armato, i componenti idraulici impiegati sono di buona qualità.
Non stiamo quindi parlando di una piscina fatta “al risparmio”, ma di errori grossolani nella realizzazione della parte impiantistica.

Mancanza di competenza? Inesperienza? Probabilmente tutti questi insieme, perché si tratta di tecnica di base, anche il semplice ragionamento e il buon senso sarebbe potuto bastare per evitarli.


Quali sono gli errori?

Nella foto si vedono i particolari del montaggio della parte di immissione, cioè il flusso dell’acqua che dopo aver attraversato il filtro viene re immesso in piscina.

In questo caso gli immissori sono stati posizionati sulla scala romana (la parte arrotondata che si intravede), scelta condivisibile, perché aiutano anche a mantenere puliti gli scalini.

Una prima considerazione la facciamo sul dimensionamento delle tubazioni. Su una tubazione generale da Ø 50 mm (come quella in foto), non si dovrebbero inserire più di due immissori.

In questo specifico caso, essendo 3 gli immissori, sarebbe stato opportuno utilizzare la tubazione principale nel Ø 63 mm e passare al Ø 50 nel tratto di tubazione del singolo immissore.

Si tratta comunque di un errore veniale, per il quale solo i più esperti si possono rendere conto e, soprattutto, un errore del quale il cliente finale non si accorgerà perché le conseguenze non sono drammatiche.

L’errore grave è indicato dai bollini con il n. 1
Non si deve mai, per nessuna ragione, uscire dall’accessorio con il tubo flessibile diretto senza utilizzare una curva!
Non solo, è assolutamente necessario che tra l’accessorio e la platea inferiore (per intenderci la base della piscina) venga utilizzato un tratto verticale in PVC rigido.

Il motivo fondamentale è quello di evitare che il carico di terreno sopra le tubazioni, con il passare del tempo e quindi con gli assestamenti inevitabili, danneggi le tubazioni fino ad arrivare alla rottura.

E' un solo errore?

No, ce ne sono altri…

In questa foto possiamo vedere ancora come sia stato installato lo skimmer, anche qui senza il necessario tratto di tubo rigido per il collegamento a terra sulla platea, ed anche il pozzetto di riempimento automatico (quello per il momento appoggiato sul muro) è stato collegato impiegando esclusivamente tubo PVC flessibile, senza curve e senza tronchetti in PVC rigido.

Un ulteriore errore è il collegamento del troppo pieno della piscina (quello che si vede con il tratto di tubo verde) che esce ad una quota superiore a quella dello skimmer stesso. Ovviamente non funzionerà, perché uscirà prima l’acqua dalla piscina rispetto al troppo pieno.

Un altro errore molto grave è quello che si nota sul fondo del muro: i tubi non sono stati coperti con calcestruzzo, quindi non sono stati protetti, potranno essere danneggiati, durante l’assestamento, dai sassi inevitabilmente presenti nel terriccio di riempimento.

E per finire...


In ultimo, ecco come si è proceduto al riempimento dello spazio intorno alla piscina.

Uno scavatore per eseguire il riempimento ha “passeggiato” intorno al muro della vasca, comprimendo il terreno e schiacciando le tubazioni.

In pratica è stato accelerato un processo che sarebbe comunque avvenuto, per mettere in crisi l’impianto sarebbe bastato il solo assestamento naturale del terreno.

Considerazioni

In conclusione, tutto quello che era prevedibile è accaduto.

A distanza di alcuni mesi, sono diventate evidenti le perdite di acqua, all’inizio giustificate con l’evaporazione e con gli assestamenti del rivestimento, ma presto ci si è resi conto che il problema era più grave.

Con il tempo, sia l’assestamento del terreno che la mancata copertura delle tubazioni ha provocato schiacciamenti, rotture e anche distacco dei collegamenti idraulici fra tubazioni e accessori.

Intervenire per eliminare i problemi causati da questo lavoro, è stata una impresa molto costosa, soprattutto a causa delle  demolizioni e ripristino delle pavimentazioni, rifare tutte le tubazioni e gli incollaggi.

Per questo il prezzo non può essere l’unica discriminante nella scelta di un fornitore piuttosto che un altro.

Capiamo perfettamente che la scelta non è facile, ma così come non ci affidiamo al primo che passa quando scegliamo un medico, o un dentista, o un commercialista, abituiamoci ad indagare meglio su chi sia l’azienda che scegliamo, prendiamo informazioni, chiediamo referenze.

Non basta essere costruttori edili per sapere come si opera in questo specifico campo, occorre esperienza specifica, conoscenza dei materiali, conoscenza delle dinamiche che si sviluppano intorno ad una piscina, un buon senso pratico per capire nelle varie situazioni quale sia la soluzione migliore.

Soprattutto, cerchiamo (se possibile) di scegliere qualcuno che non abbia sede a centinaia di chilometri di distanza (salvo che non si tratti di organizzazioni con sedi diffuse), perché una volta ultimati i lavori e incassato, difficilmente potremo nuovamente rivederli.

Quindi come si fa?

Un paio di foto di una situazione analoga per spiegare invece come invece si dovrebbe operare, cioè di come si devono montare gli accessori idraulici per non avere problemi di sfilamento e rottura.

Ovviamente, la parte in basso, quella del tubo flessibile, per intenderci, dovrà essere adeguatamente protetta con malta cementizia per evitare schiacciamenti e rotture durante l’interramento.

Anche la parte verticale, durante il riempimento, dovrà essere protetta dalle rotture accidentali.