---
title: 'LEGGI E NORME - La tua Piscina'
description: ~
lang: it-IT
canonical_url: 'https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme'
---

![Dolcevita Piscine Laghetto](https://latuapiscina.it/images/Acquapro_Laghetto_Dolcevita%2017.jpg)

## [ Quali permessi servono per montare una piscina fuoriterra? ](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme/quali-permessi-servono-per-montare-una-piscina-fuoriterra)

Dettagli

Scritto da Marco

Categoria: [Leggi e norme](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme)

Pubblicato: 08 Aprile 2025

Visite: 1641

Molti ritengono che il montaggio di una piscina fuoriterra non richieda alcun tipo di autorizzazione edilizia, spesso la frase utilizzata è "a casa mia faccio quello che mi pare", oppure che siccome si tratta (spesso) di un struttura rimovibile, non sia necessario comunicare nulla.

In alcuni casi è vero, si tratta di strutture rimovibili e quindi provvisorie, per cui non avrebbero bisogno di permessi edilizi. 
Tuttavia questa regolamentazione è di competenza comunale, cioè ogni comune italiano può stabilire nel suo piano regolatore possibilità diverse, fino anche a vietarne l'intallazione e vi assicuro che ci sono comuni che le hanno espressamente vietate. 
In altri casi viene solo richiesta una comunicazione, oppure l'effettiva rimozione a stagione ultimata.

Senza entrare nel merito e nel giudizio delle varie interpretazioni, mi preme sottolineare che **non va mai sottovalutata la situazione** e quindi, prima di investire nell'acquisto di qualunque modello di piscina, occorre informarsi presso il proprio ufficio tecnico. Il motivo principale è che si potrebbe configurare un abuso edilizio, con la consegiente ordinanza di immediata rimozione, e, cosa ben peggiore, si potrebbe anche arrivare ad una denuncia penale. Diffidate di quei venditori che non vi portano a conoscenza di questi rischi, in particolare non pensate che siccome le vendono anche i supermercati allora si può fare.

Più in generale, come spiegato anche in [questo articolo](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme/autorizzazioni-per-la-costruzione-di-una-piscina), è sempre necessaria una autorizzazione edilizia quando si tratta di realizzazione di strutture stabili, cioè non facilmente rimovibili.
Molto spesso si vedono in gruppi facebook o su altri canali web, realizzazioni con piattaforme in cemento, strutture realizzate attorno alla vasca, e altre soluzioni più o meno fantasiose che racchiudono la piscina fuoriterra. 
In alcuni casi c'è addirittura chi interra parzialmente o totalmente una piscina fuoriterra che non ha alcuna caratteritica strutturale per essere interrata. 
Ripeto: il fatto che esistano luoghi nei quali nessuno controlla non autorizza nessuno a fare quello che si vuole. 
Al di là della coscienza civica, non argomento di questo articolo, si tratta di rischiare di trovarsi addosso guai costosi e lunghi negli anni.

Ne vale la pena?

Forse conviene passare in comune e fare una semplice domanda per mettersi al riparo da tanti problemi.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/leggi/auto1/intro2.jpg)

## [ Responsabilità e sicurezza nelle piscine ](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme/responsabilita-e-sicurezza-nelle-piscine)

Dettagli

Scritto da MarcoR

Categoria: [Leggi e norme](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

Visite: 2420

- [ Sicurezza in piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/sicurezza-in-piscina)
- [ Incidenti in piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/incidenti-in-piscina)
- [ Certificazione piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/certificazione-piscina)
- [ DM 37/2008 ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/dm-37-2008)
- [ Responsabilità nella gestione di una piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/responsabilita-nella-gestione-di-una-piscina)

Prendo lo spunto da una recente notizia sulle conseguenze e relative condanne per un incidente verificatosi in una piscina privata ad uso pubblico.

### **Il fatto**

Brevemente: i fatti risalgono al 2015, e riguardano un incidente mortale con vittima un ragazzino di 16 anni che era in vacanza in Provenza (Francia) in un campeggio con annessa piscina. 
La dinamica, purtroppo, è sempre la stessa. Il ragazzo è rimasto intrappolato da una aspirazione e non è riuscito a riemergere. 
Come siano avvenuti i fatti nel dettaglio dalle informazioni reperite dalla stampa francese ([qui alcuni articoli online](https://www.midilibre.fr/2019/11/19/nimes-aspire-au-fond-de-la-piscine-ladolescent-trouve-une-mort-horrible,8550760.php)) sembrerebbe che il giovane sia rimasto imprigionato da una presa di aspirazione che alimentava una cascata. 
Secondo le normative in vigore in Francia (ma assimilabili a quelle in vigore in Italia) ci sarebbe dovuto essere un dispositivo di sicurezza presente a bordo vasca ed un secondo all’interno del locale tecnico. 
Da quanto si deduce dalle testimonianze, il dispositivo era a presente a bordo vasca ma non era stato collegato elettricamente. Pur essendo presente un bagnino, non è riuscito ad intervenire in tempo per salvare il ragazzo.

### **Le conseguenze**

In primo luogo la tragedia della morte, dramma per la famiglia e per tutte le persone coinvolte.

Il giudice ha condannato l’amministratore delegato della società proprietaria della struttura, e anche l’azienda francese che ha costruito l’impianto. 
Nello specifico, il proprietario si è difeso affermando che non era nelle sue conoscenze stabilire se il collegamento era stato fatto o meno, mentre il costruttore ha affermato che era suo compito l’installazione del pulsante di sicurezza, ma non il collegamento elettrico, che competeva all’elettricista della proprietà.

Il giudice ha condannato entrambi i soggetti: 

1\) la proprietà perché aveva l’obbligo di assicurarsi che tutti i dispositivo di sicurezza fossero presenti e funzionanti prima di aprire al pubblico la piscina (condanna penale e sanzione amministrativa); 
2\) la società costruttrice perché doveva collaudare la struttura all’atto della consegna e accertarsi che tutti i dispositivi fossero collegati e funzionanti (sanzione amministrativa).

### **Quali sono le responsabilità e chi ne risponde**

In questi ultimi anni si stanno sempre più diffondendo forme di condivisione della piscina anche privata.

B&amp;B, case private che vengono affittate nei periodo di vacanza usando famose piattaforme internet, ma anche il fatto di ospitare a casa propria degli amici o parenti.

In caso di incidente, chi deve rispondere delle conseguenze? Chi viene chiamato davanti ad un giudice? In quel modo ci si può difendere?

Senza dubbio alla base ci sono sempre le migliori intenzioni: la condivisione, la festa, la compagnia, e in altri casi anche il vantaggio di ricavare un piccolo reddito dai propri investimenti.

Ma non si può tacere che da parte di **chi concede l’uso della propria piscina** (come per qualunque altro bene) sia evidente una **responsabilità oggettiva sulla sicurezza** della piscina stessa, anche nel caso in cui non vi sia alcun vantaggio economico evidente.

E questa responsabilità si estende spesso anche a chi ha realizzato l’impianto e a chi ne fa regolare manutenzione.

### **Come tutelarsi?**

Ad oggi non esiste (a parte le strutture turistico ricettive, come agriturismi, B&amp;B, hotel, campeggi, ecc.) una norma specifica con qualche obbligo ben definito, e proprio per questo è ancora più complicato e “fumoso” come mettersi in regola.

Ricordiamoci sempre che l’ignoranza (di norme, di regole, di procedure, di buon senso) non è mai una scusante, al contrario è una aggravante soprattutto per i professionisti che operano nel settore.

Quello che si può affermare con certezza è che la principale domanda alla quale un giudice chiederà risposta sarà: “che cosa è stato fatto per garantire la miglior sicurezza possibile?”

Quindi, a partire dalle condizioni dell’impianto, dalla sua gestione documentabile, (compresa la certificazione di conformità che vi deve rilasciare il costruttore secondo il DM 37/2008 se piscina interrata), dalle informazioni che sono state messe a disposizione degli utilizzatori, da presenza o meno di orari di utilizzo, regole ben chiare (magari fatte controfirmare per accettazione), recinzioni, sorveglianza e tanti altri aspetti, saranno considerazioni da fare e da attuare.

E’ evidente che nessuna soluzione potrà garantire al 100% la sicurezza, tuttavia dovremo poter dimostrare di aver messo in atto tutte quelle azioni possibili che riducano il rischio ai minimi termini.

### **Conclusioni**

Se al momento di realizzare la vostra piscina potete già immaginare che un giorno potreste concederla in uso, pianificate da subito un investimento adeguato scegliendo una soluzione che preveda già un uso semi pubblico. 
Avrà un costo leggermente superiore ma, oltre ad avere una piscina molto più performante, avrete una maggior sicurezza per scelte future.

Se invece avete già realizzato la piscina, adottate tutte le possibili precauzioni, intervenendo su quelle opere possibili (ad esempio una recinzione) e quelle procedure documentali necessarie a ridurre i rischi, come un piano di sicurezza e un regolamento di uso.

Non sottovalutate mai i rischi, dimostrate sempre la buona fede nell’attuare quanto possibile per tutelare la salute dei vostri ospiti, in particolare i più piccoli, quelli più soggetti a rischio. 
Affidatevi a professionisti certificati che vi diano le indicazioni più adatte e affidatevi ad aziende del territorio che siano competenti e possano garantirvi l’assistenza adeguata.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/leggi/auto1/intro.jpg)

## [ Autorizzazioni per la costruzione di una piscina ](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme/autorizzazioni-per-la-costruzione-di-una-piscina)

Dettagli

Scritto da MarcoR

Categoria: [Leggi e norme](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

Visite: 3909

- [ Autorizzazione costruzione piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/autorizzazione-costruzione-piscina)
- [ Permessi piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/permessi-piscina)

## **Quali permessi o autorizzazioni sono necessari per costruire una piscina?**

Sono sempre necessarie le autorizzazioni per la costruzione di una piscina? Quando non servono? 
La prima cosa di cui dobbiamo tener conto è che la normativa edilizia nazionale stabilisce e numerose sentenze di cassazione affermano che **qualunque manufatto od opera modifichi stabilmente la conformità del terreno ha necessità di una autorizzazione.** 
**Vuol dire che tutto ciò che non è facilmente rimovibile e ripristinabile deve considerarsi “opera stabile”.**

Un gazebo prefabbricato montato in un giardino è sicuramente rimovibile, ma se lo stesso gazebo avesse bisogno per il suo montaggio di plinti in cemento, muretti di contenimento ed altro, non potrà essere più considerato un manufatto rimovibile.

Quindi, in teoria una classica piscina fuoriterra è senza dubbio una opera rimovibile, ma se per il suo montaggio devo realizzare una platea in cemento armato, oppure desidero interrarla parzialmente o totalmente, oppure ancora realizzo rivestimenti esterni fissi, sarà difficile dimostrare la sua facile rimozione.

In pratica, **non è solamente l’oggetto in se che determina la caratteristica di rimovibilità, ma anche l’insieme delle opere necessarie (o che desidero realizzare) per utilizzare l’oggetto.**

### **Permesso a costruire? SCIA? DIA?**

**Se si vuole realizzare una piscina stabile nel tempo,** cioè che non si debba smontare ad ogni fine stagione, **è sempre necessaria una autorizzazione.**

**Il tipo di autorizzazione da richiedere dipende sempre dal regolamento edilizio del comune** dove si dovrà costruire la piscina. 
Non esiste una norma unica nazionale, questa materia è compito di ciascuna municipalità, per cui la prima cosa che si dovrà fare è recarsi agli sportelli preposti e chiedere semplicemente quale sia l’iter burocratico da seguire. 
Probabilmente **le pratiche da espletare le dovrà seguire un tecnico di fiducia,** non tutto è possibile per il comune cittadino.

**Anche quando si trattasse di una piscina rimovibile, occorre comunque fare molta attenzione, perché alcuni comuni non consentono la loro libera realizzazione, ed altri richiedono che venga inviata comunicazione all’ufficio tecnico, per eventuali controlli successivi.**

In ultimo, alcune zone (moltissime in Italia) sono **soggette a vincoli paesaggistici, ambientali, idrogeologici e altre limitazioni ancora** che richiedono di inoltrare pratiche a regioni o enti specifici (demaniali, militari, ecc.) 
Insomma, come in tante altre materie, anche nel mondo della piscina ci sono vincoli e complicazioni burocratiche, spesso poco chiare, che allungano notevolmente i tempi di concessione o autorizzazione.

Serve tanta pazienza, un buon tecnico abilitato, e tempo.

**Se volete fare il bagno a giugno, non pensateci a maggio, ma a gennaio… dell’anno prima.**

### **Quindi la realizzazione di una piscina farà aumentare la classe catastale del mio immobile?**

No, non necessariamente.

Affinché la realizzazione della piscina comporti un aumento della classe catastale dell’immobile, **dovrà avere una superficie complessiva di oltre 80 metri quadrati**. 
Il che significa che dovrà avere una dimensione superiore a 10×8 ml o 12×7…

Ma anche in questo caso (cioè che la piscina abbia una superficie superiore a 80 mq) **occorrono altri parametri nelle caratteristiche dell’edificio che lo classifichino in “abitazione di lusso”.** 
Ad esempio la presenza di un campo da tennis, oppure di ascensori interni, la superficie complessiva della casa ecc. 
Le normative in vigore e le sentenze anche recenti, stabiliscono che è la somma dei parametri a definire la classe catastale e non un solo elemento.

### **E se costruisco la piscina senza richiedere nessuna autorizzazione?**

*“Nella mia zona non fanno nessun controllo…* 
*Se aspetto che mi diano l’autorizzazione non farò mai la piscina…* 
*Ma tanto è interrata, chi la vede?…* 
*Mio cuggino dice che non serve…* 
*Costa più richiedere il permesso che fare la piscina…”*

Sono solo alcune delle frasi che spesso ci sentiamo dire ormai da anni nelle nostre giornate di lavoro. 
In parte sono vere, ci vuole molto tempo e spesso le pratiche (del tecnico, del geologo, lo strutturista, ecc.) sono costose e lunghe.

Ma le conseguenze, una volta scoperti, sono molto peggio perché sfociano in una immediata **denuncia penale e molto spesso in una demolizione forzata**.

Tutti ci auguriamo che prima poi la burocrazia italiana diventi più sopportabile, logica e veloce. Ma, nel frattempo, non sottovalutiamo le conseguenze delle nostre azioni.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/leggi/docobb/intro.jpg)

## [ I documenti obbligatori in una piscina ad uso pubblico ](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme/i-documenti-obbligatori-in-una-piscina-ad-uso-pubblico)

Dettagli

Scritto da MarcoR

Categoria: [Leggi e norme](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme)

Pubblicato: 26 Dicembre 2024

Visite: 5463

- [ Manuale autocontrollo ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/manuale-autocontrollo)
- [ Assistenza bagnanti ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/assistenza-bagnanti)
- [ Documenti obbligatori in piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/documenti-obbligatori-in-piscina)
- [ Responsabile degli impianti ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/responsabile-degli-impianti)
- [ Responsabile della piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/responsabile-della-piscina)
- [ Sicurezza in piscina ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/sicurezza-in-piscina)

Il **Manuale di Autocontrollo** in altri casi denominato anche documento di valutazione dei rischi (DVR) **è obbligatorio nelle piscine pubbliche e in quelle private ad uso pubblico (piscine condominiali, piscine di agriturismi, hotel, B&amp;B, ecc**.).

Non è l’unico documento che deve essere redatto e costantemente aggiornato, a seconda dei casi per una piscina ad uso pubblico sarà anche necessario un **verbale di assemblea** (condomini), un **regolamento di utilizzo della piscina** (tutti), una **comunicazione di apertura o di prosecuzione** (tutti), e ancora **registro giornaliero, registro impianto, cartellonistica e avvisi obbligatori** da affiggere nell’area piscina.

### **Le figure responsabili in una piscina**

Nelle piscine destinate ad un utilizzo pubblico, comprese le piscine di proprietà privata ma destinate al pubblico (come le condominiali e quelle degli alberghi, agriturismi, stabilimenti balneari e B&amp;B), è necessario definire 3 figure professionali:

- Responsabile della piscina
- Responsabile degli impianti tecnici
- Assistente bagnanti.

### **Responsabile della piscina**

Il responsabile della piscina è colui che deve rispondere di tutte le dinamiche che avvengono in una piscina ad uso pubblico o collettivo.

Orari di apertura, regolamenti da attuare, registri da compilare ed aggiornare, verifica che i compiti delegati siano svolti correttamente, insomma, è la figura a cui viene affidata tutta la gestione e le responsabilità di una piscina. 
Compresa la scelta delle altre due figure, il responsabile tecnico e l’assistente bagnanti.

In una piscina condominiale di solito viene nominato l’amministratore, a meno che l’assemblea non decida diversamente. In una piscina di una struttura turistica può essere il proprietario o il direttore. 
Al responsabile della piscina non vengono richieste competenze particolari, si da per scontato che qualora non fosse in grado di svolgere qualche funzione sia in grado di delegarla valutando le capacità del soggetto incaricato. 
In ogni caso, rimane il responsabile assoluto di ogni cosa, e dovrà dimostrare di aver utilizzato tutte le possibilità di cui era a conoscenza per evitare incidenti o situazioni di rischio. 
Il “non lo sapevo” o il “credevo che” non sono attenuanti che un giudice prenderà in considerazione, soprattutto se l’incidente che porta in causa fosse di grave entità.

Anche delegare un incarico senza accertarsi delle competenze di chi lo assume è dolo: se si affida la manutenzione ordinaria di una piscina ad un soggetto terzo, si dovrà poter dimostrare di aver valutato titoli o esperienze per assegnare l’incarico. 
A puro titolo di esempio, non si può assegnare la responsabilità di assistente bagnanti ad un soggetto che non abbia il titolo previsto per svolgere le funzioni di salvataggio (brevetto).

Al responsabile della piscina è affidata anche la redazione e il costante aggiornamento del documento di valutazione dei rischi o Manuale di Autocontrollo, così come la compilazione del Registro giornaliero delle analisi e il controllo del Registro di impianto.

### **Responsabile degli impianti tecnici**

E’ la figura che ha la responsabilità del corretto funzionamento degli impianti tecnici. 
Dovrà svolgere una manutenzione ordinaria prevedendo tutti i controlli necessari a garantire il corretto funzionamento e l’efficienza di tutti i componenti tecnici della piscina.

Impianto di filtrazione, impianto di dosaggio dei prodotti, insomma, tutti gli aspetti tecnici con l’obbligo di comunicare al responsabile della piscina eventuali punti di rischio e/o interventi che sono da attuare per garantire sempre la sicurezza di bagnanti e operatori.

Ovviamente dovrà avere i requisiti e le capacità tecniche per svolgere questa funzione, come ad esempio una registrazione in camera di commercio o una certificazione secondo il DM 37/2008

### **Assistente bagnanti**

Questa figura è fortemente consigliata in ogni piscina destinata ad un uso pubblico, ma **non sempre è obbligatoria**. 
Infatti, la stragrande maggioranza delle regioni italiane ha adottato la definizione che l’assistente bagnanti (o bagnino) non è obbligatoria quando la superficie della vasca è inferiore ai 100 mq oppure quando non sono presenti in nessun punto altezze di acqua superiori a 140 centimetri.

Qualora non fosse obbligatoria la presenza di un assistente bagnanti, **va comunque garantita la sorveglianza** durante le ore di apertura della piscina. 
Questa potrebbe anche avvenire tramite video sorveglianza, a condizione che l’operatore sia comunque in grado di intervenire in tempi rapidi.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/leggi/docobb/1.jpg)

### **Manuale di autocontrollo**

Il documento deve essere **compilato dal Responsabile della piscina e aggiornato periodicamente** al variare di ogni particolare importante. Deve essere tenuto a disposizione delle autorità competenti per eventuali controlli e deve essere consultato dagli addetti alla piscina. 
I pratica nel documento vengono descritte le caratteristiche della piscina e soprattutto tutti i potenziali rischi che si possano verificare e le procedure per eliminarli o minimizzarli.

Molto spesso questo documento viene sottovalutato, in alcuni casi è totalmente assente, in molti altri è insufficiente o non ne è chiara la funzione. 
La [ASL1 Imperiese](https://www.asl1.liguria.it/) ha recentemente presentato agli operatori un lavoro molto completo, prendendo a riferimento le varie normative in vigore nella regione (a questo proposito ricordiamo che ogni regione italiana ha autonomia e specifica competenza in questa materia).

L’opera, disponibile pubblicamente e gratuitamente (potete scaricarlo [dall'area Documenti](https://latuapiscina.it/documenti)), può essere impiegata come traccia adattandola e integrandola con le specifiche di ogni situazione, con lo scopo di rendere più chiaro ed esaustivo il significato di questo adempimento.

Non si tratta infatti di rispondere semplicemente ad un obbligo, ma di riuscire a comprendere quali siano davvero i potenziali rischi in piscina, quali i limiti degli impianti, e quali possano essere le procedure più corrette per evitare incidenti o infezioni. 
Sono molte le strutture che non hanno alcuna consapevolezza dei limiti e delle potenziali fonti di rischio, spesso più preoccupate di contenere i costi di gestione piuttosto che garantire sicurezza agli utilizzatori. Ci auguriamo che il prezioso contributo fornito dalla [ASL1 Imperiese](https://www.asl1.liguria.it/) abbia seguito anche presso le altre ASL e magari imitato da tutte le regioni.

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/leggi/docobb/2.jpg)

### **Conclusioni**

La sottovalutazione del rischio è purtroppo all’ordine del giono nelle cronache, spesso con conseguenze irreparabili.

Perché avviene? 
Perché siamo convinti che certe cose non capitano mai, perché abbiamo sempre fatto così e non è mai successo niente, perché i costi sono alti e occorre tagliare, perché nessuno lo fa e quindi perché io, ecc. ecc.

L’essere umano tende sempre a sminuire il rischio potenziale, anche quando sarebbe sufficiente una maggior attenzione, una maggior cura, un maggior rispetto delle persone.

Certo, per quanto si possa fare il rischio zero non esiste, ma possiamo sicuramente avvicinarci molto…

![](https://latuapiscina.it/images/articoli_tecnici/leggi/auto1/intro3.jpg)

## [ E’ sempre obbligatorio il permesso a costruire una piscina? ](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme/e-sempre-obbligatorio-il-permesso-a-costruire-una-piscina)

Dettagli

Scritto da MarcoR

Categoria: [Leggi e norme](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme)

Pubblicato: 21 Giugno 2019

Visite: 1231

- [ Obbligo del permesso a costruire ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/obbligo-del-permesso-a-costruire)
- [ Piscine e autorizzazioni ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/piscine-e-autorizzazioni)
- [ Sentenza Tar ](https://latuapiscina.it/blog/ricerca-per-tag/sentenza-tar)

## **Obbligo del permesso a costruire**

E’ complesso il sistema normativo nazionale, differente molto spesso anche tra comuni vicini, complicato da vincoli paesaggistici o idrogeologici, peggiorato a volte dalle interpretazioni singolari di alcune amministrazioni.

Nel dubbio, crediamo sia sempre cosa saggia, informarsi presso il proprio ufficio tecnico comunale per evitare spiacevoli sorprese. 
**Anche quando si volesse semplicemente installare una piscina fuoriterra.**

### **Sentenza**

Una recente sentenza del TAR del Lazio ribadisce **l’obbligo del permesso a costruire per la realizzazione di una piscina, ed eventualmente anche dell’autorizzazione paesaggistica nei casi in cui sia prevista.**

**Con la sentenza N. 11586/2019** viene infatti rigettata la richiesta di annullamento di ordinanza di demolizione predisposta dal comune di pertinenza, con le seguenti motivazioni: “… *Deve, peraltro, essere evidenziato che anche avendo riguardo al profilo urbanistico non assume rilievo il richiamo al concetto di pertinenza, giacché tutti gli elementi strutturali concorrono al computo della volumetria dei manufatti, siano essi interrati o meno, e fra di essi deve intendersi ricompresa anche la piscina, in quanto non qualificabile come pertinenza in senso urbanistico in ragione della funzione autonoma che è in grado di svolgere rispetto a quella propria dell’edificio al quale accede. Analogo discorso deve essere seguito anche per le ulteriori opere – di pavimentazione delle aree esterne, realizzazione di muretti, del portico, peraltro di non esigua consistenza, nonché di installazione di pannelli solari – idonee ad incidere sul contesto paesaggistico di riferimento.* 
*Alla luce dei richiamati orientamenti giurisprudenziali, dunque, è evidente che le opere realizzate da parte ricorrente, a differenza di quanto dalla stessa affermato, non possono essere qualificate come interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento funzionale di opere pertinenziali…*”

La sentenza completa è scaricabile [dall'area Documenti](https://latuapiscina.it/documenti)

### **Quali piscine hanno l'obbligo di autorizzazione?**

Non è tanto quali piscine, ma quali opere hanno l’obbligo di autorizzazione. 
Semplificando molto ma certi di dare una informazione corretta, possiamo affermare che qualunque opera sia realizzata stabilmente su un terreno ha l’obbligo di una autorizzazione.

Ne parliamo meglio in [questo articolo](https://latuapiscina.it/blog/leggi-e-norme/autorizzazioni-per-la-costruzione-di-una-piscina)
