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Pubblichiamo la tabella A, allegato dell’Accordo Stato-Regioni, che da molte normative regionali (ma non tutte) è stato recepito integralmente o parzialmente.
Si tratta dei parametri che devono essere mantenuti nelle acque di piscina, sia per le piscine pubbliche che per quelle condominiali e turistico ricettive.

In questi ultimi anni, si è molto diffuso l’impiego di cloro addizionato con isocianurati, detto anche cloro stabilizzato, che si trova in commercio sotto forma di Tricloro 90% (comunemente in pastiglioni da 200 o 500 gr, ma disponibili anche granulare), oppure Dicloro 56 o 63% (comunemente in forma granulare).

Questo tipo di filtro, al posto della sabbia, impiega una cartuccia cilindrica realizzata con materiali a base di cellulosa e poliammide.
L’efficacia è molto buona, raggiungono filtrazioni molto fini, ma hanno lo svantaggio di sporcarsi molto presto, quindi hanno bisogno di frequenti manutenzioni.

Nella maggior parte delle piscine, sia private che pubbliche, il sistema di filtrazione più utilizzato è quello a sabbia.
Le ragioni di questa diffusione sono numerose:
  • buona qualità di filtrazione
  • facile manutenzione
  • lunga durata
  • intervallo di tempo fra una pulizia e l’altra
  • robustezza e semplicità
  • buon rapporto qualità/prezzo.

 

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