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 Prendo lo spunto da una recente notizia sulle conseguenze e relative condanne per un incidente verificatosi in una piscina privata ad uso pubblico, la notizia completa la trovate qui: Corriere di Viterbo

Brevemente: i fatti risalgono al 2015, e riguardano un incidente mortale con vittima un ragazzino di 16 anni che era in vacanza in Provenza (Francia) in un campeggio con annessa piscina.
La dinamica, purtroppo, è sempre la stessa. Il ragazzo è rimasto intrappolato da una aspirazione e non è riuscito a riemergere.
Come siano avvenuti i fatti nel dettaglio dalle informazioni reperite dalla stampa francese (qui alcuni articoli online) sembrerebbe che il giovane sia rimasto imprigionato da una presa di aspirazione che alimentava una cascata.
Secondo le normative in vigore in Francia (ma assimilabili a quelle in vigore in Italia) ci sarebbe dovuto essere un dispositivo di sicurezza presente a bordo vasca ed un secondo all'interno del locale tecnico.
Da quanto si deduce dalle testimonianze, il dispositivo era a presente a bordo vasca ma non era stato collegato elettricamente. Pur essendo presente un bagnino, non è riuscito ad intervenire in tempo per salvare il ragazzo.

Una recente sentenza del TAR del Lazio ribadisce l'obbligo pel permesso a costruire per la realizzazione di una piscina, ed eventualmente anche dell'autorizzazione paesaggistica nei casi in cui sia prevista.

Con la sentenza N. 11586/2019 viene infatti rigettata la richiesta di annullamento di ordinanza di demolizione predisposta dal comune di pertinenza, con le seguenti motivazioni: "... Deve, peraltro, essere evidenziato che anche avendo riguardo al profilo urbanistico non assume rilievo il richiamo al concetto di pertinenza, giacché tutti gli elementi strutturali concorrono al computo della volumetria dei manufatti, siano essi interrati o meno, e fra di essi deve intendersi ricompresa anche la piscina, in quanto non qualificabile come pertinenza in senso urbanistico in ragione della funzione autonoma che è in grado di svolgere rispetto a quella propria dell’edificio al quale accede. Analogo discorso deve essere seguito anche per le ulteriori opere – di pavimentazione delle aree esterne, realizzazione di muretti, del portico, peraltro di non esigua consistenza, nonché di installazione di pannelli solari – idonee ad incidere sul contesto paesaggistico di riferimento.
Alla luce dei richiamati orientamenti giurisprudenziali, dunque, è evidente che le opere realizzate da parte ricorrente, a differenza di quanto dalla stessa affermato, non possono essere qualificate come interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento funzionale di opere pertinenziali..."

La sentenza completa è scaricabile qui 

Uno degli argomenti di cui spesso si discute di più con un cliente, è il colore del rivestimento.
Parliamo qui di un rivestimento in PVC, tralasciamo per un momento altre soluzioni.
Quello che stupisce quasi tutti è l’affermazione che il colore dell’acqua della piscina è determinato dal cielo, e non dal colore del rivestimento che abbiamo scelto. Per essere più precisi il colore del rivestimento enfatizza o meno il colore del cielo.

Vengono chiamate anche bio piscine in alcuni casi anche bio laghi, oppure piscine naturali.

E' sempre più numerosa la quantità di persone che vorrebbero un approccio alla piscina più ecologico e più sostenibile, in parte perchè tutti siamo più sensibili ai temi ambientali e alla bellezza naturale, ed in parte perchè sempre più comuni italiani sembrano voler escludere la costruzione di piscine classiche promuovendo (ed in alcuni casi) imponendo una scelta biologica.
E' però anche vero che, ad oggi, non esistendo una normativa specifica al riguardo, lo spazio alla confusione e alla libera interpretazione personale, stanno generando esempi molto discutibili.

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